L’ARTICOLO SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Il re Mida della formazione stellare

Scoperto da un team a guida Inaf un buco nero supermassiccio che, oltre a divorare tutto quello che trova intorno a sé, grazie ai getti di materia espulsi potrebbe aver innescato i processi di formazione di nuove stelle non in una ma addirittura in più galassie vicine a quella in cui si trova

CON UN COMMENTO DI MARIO DI MARTINO DELL’INAF

L’età dei crateri più grandi della Terra

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Meteoritics & Planetary Science è stata presentata l’età del cratere di Wolfe Creek calcolata utilizzando due tecniche di datazione, arrivando alla conclusione che l’impatto sia avvenuto 120mila anni fa. La nuova stima ha permesso anche di aggiornare il calcolo del tasso di impatto di grossi meteoriti sulla Terra, che adesso ne prevede uno ogni 180 anni

STELLE VECCHIE AL CENTRO E IN PERIFERIA, STELLE GIOVANI IN MEZZO

Inattesa curva demografica per 69 galassie

Uno studio sulle popolazioni stellari di galassie molto antiche prese in esame durante la survey Califa sorprende gli astronomi: l’andamento delle età delle stelle non è uniforme dal centro verso l’esterno delle galassie, come invece ci si aspettava. Ne parliamo con Stefano Zibetti dell’Inaf di Arcetri, primo autore dell’articolo pubblicato su Mnras

VISTI CON MUSE NELLA COSTELLAZIONE DELL’OFIUCO

Tripletta di buchi neri supermassicci

Uno studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics ha dimostrato per la prima volta che la galassia irregolare Ngc 6240 contiene non due bensì tre buchi neri supermassicci. È il primo caso del genere mai osservato, e contribuisce a comprendere la storia della formazione delle galassie più massicce: all‘origine potrebbe infatti esservi un processo di fusione simultanea fra galassie

CON UN COMMENTO DI MONIA NEGUSINI, GEODETA DELL’INAF

L’importanza dei radiotelescopi nella geodesia

Una nuova ricerca ha dimostrato che la rete globale di radiotelescopi attualmente esistente potrebbe essere l’anello mancante per integrare le misurazioni satellitari, in grado di catturare il movimento della superficie terrestre in diversi continenti, così da offrire una visione su scala globale e una nuova comprensione dei processi coinvolti. I dettagli su Geophysical Research Letters

PERCHÉ UN PIANETA SIA ABITABILE L’ACQUA LIQUIDA NON BASTA

Là dove sulla Terra non c’è vita

Sono state trovate forme di vita ovunque: in Antartide, in fondo alle miniere più profonde e persino nelle acque alcaline del cosiddetto Mar Morto proliferano microrganismi d’ogni genere. Ma a Dallol, nella depressione della Dancalia, in Etiopia, nulla sembra sopravvivere, dice una ricerca pubblicata su Nature Ecology & Evolution

ORBITE E INCLINAZIONI ASSIALI NEI PIANETI CON DUE STELLE

Assi di rotazione inclinati al punto giusto

La grande maggioranza dei pianeti “gemelli della Terra” presenti in sistemi binari dovrebbero comportarsi, dal punto di vista dell’inclinazione dell’asse, in modo simile alla Terra. Un ingrediente importante, questo, per la stabilità climatica necessaria a favorire l’evoluzione di forme di vita vita complessa. La scoperta è pubblicata su ApJ