POTREBBERO OFFRIRE UN’ALTERNATIVA SOSTENIBILE ANCHE QUI SULLA TERRA

Funghi e batteri, minatori spaziali d’eccezione

Un esperimento condotto sulla Stazione spaziale mostra come funghi della specie Penicillium simplicissimum e batteri della specie Sphingomonas desiccabilis riescano a estrarre gli elementi dalle rocce. Ne parliamo con Rosa Santomartino della Cornell University, prima autrice dello studio uscito su npj Microgravity che riporta i risultati

UN APPROCCIO BAYESIANO ALLA RICERCA DI TECNOFIRME

Per cercare E.T. meglio guardare lontano

Per oltre mezzo secolo gli scienziati hanno scrutato l’universo in cerca di tracce di tecnologie extraterrestri. Uno studio condotto da Claudio Grimaldi dell’Epfl affronta ora l’argomento in modo probabilistico partendo da una domanda: se i segnali alieni hanno già raggiunto la Terra senza che ce ne accorgessimo, cosa dovremmo realisticamente aspettarci di rilevare oggi?

L’ITALIA È ALLA GUIDA DEL TEAM CHE HA COMPIUTO LA SELEZIONE

Le 290mila stelle dove Plato cercherà una Terra 2.0

Svelata la “mappa del tesoro” per trovare il pianeta gemello della Terra. È un’area del cielo australe di circa 2200 gradi quadrati nella quale si trovano quasi trecentomila stelle potenzialmente adatte a ospitare mondi simili al nostro. Giampaolo Piotto (Università di Padova): «Senza questo elenco, Plato non saprebbe dove cercare esopianeti analoghi alla Terra»

RIPASSERÀ VICINO AL SOLE NEL 2028

41P, la cometa che si mise a ruotare all’incontrario

Per la prima volta una cometa è stata vista cambiare il verso in cui ruota su sé stessa. La scoperta è avvenuta confrontando alcune immagini di 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák scattate dai telescopi Swift e Hubble fra la primavera e il dicembre del 2017. È possibile che la rotazione delle comete abbia un effetto sulla loro vita, in particolare di quelle piccole. I dettagli dello studio su arXiv

ANALISI CONDOTTA SUI DATI IN BANDA X DI 7 GRB LUNGHI ACQUISITI CON XMM-NEWTON

I “magnifici sette” svelano le culle stellari

Uno studio a guida Inaf pubblicato oggi su Nature Astronomy ha mappato, per la prima volta, densità e dimensioni delle “nursery” stellari che ospitano i gamma-ray burst. Attraverso un modello innovativo di tomografia a raggi X, i ricercatori hanno confermato che queste esplosioni avvengono in regioni di formazione stellare attive, fornendo uno dei legami più diretti tra i Grb di lunga durata e tali ambienti

LOVE IS IN THE AIR – ANZI “IN SPACE”

The Heart Galaxy: un cuore per San Valentino

Immortalato in banda radio dai ricevitori di Lofar, è un “cuore spaziale” composto da getti di particelle relativistiche emessi dal nucleo d’una galassia a 2,5 miliardi di anni luce da noi, successivamente deviati dall’interazione con il gas caldo che permea l’ammasso di galassie Abell 1615. A scorgerlo, nella costellazione dei Cani da Caccia, è stata l’astrofisica Mari Polletta dell’Inaf Iasf di Milano

DA STELLA A BUCO NERO SENZA PASSARE DALLA SUPERNOVA

Non tutti i buchi neri riescono col botto

È accaduto nella galassia di Andromeda: una supergigante rossa è scomparsa senza esplodere come supernova, ma collassando direttamente in un buco nero. Scoperto analizzando dati di archivio da un team guidato da Kishalay De (Columbia University e Flatiron Institute), il raro evento è riportato in un articolo pubblicato ieri su Science