LA LORO SCOPERTA RISCRIVE LA TEORIA DI FORMAZIONE DELLA VIA LATTEA

Quelle stelle troppo antiche per il disco galattico

Una ricerca condotta da un team internazionali di astronomi ha scoperto una popolazione molto antica di stelle in orbita nel disco della Via Lattea, una regione nella quale non si pensava potessero esistere, spingendo a ripensare alle attuali teorie di formazione ed evoluzione della nostra galassia. Il primo autore dello studio, pubblicato su Mnras, è Giacomo Cordoni, dottorando all’Università di Padova. Lo abbiamo intervistato

IN VISTA DELLA FUTURA ESPLORAZIONE UMANA DEL PIANETA ROSSO

ScanMars, un radar per il sottosuolo marziano

Astrobiology dedica un numero speciale alla missione Amadee-18, progettata per simulare in ogni minimo dettaglio l’esperienza di cinque “astronauti analoghi” in una regione desertica dell’Oman, una replica quasi perfetta di Marte. Lo strumento italiano ScanMars è un georadar in grado di “guardare” il sottosuolo marziano in cerca di acqua e di strutture geologiche di interesse scientifico. Ne parliamo con il primo autore, Alessandro Frigeri dell’Inaf Iaps di Roma

NEGLI ULTIMI OTTO MILIARDI DI ANNI, DA 700MILA A DUE MILIONI DI GRADI

Mentre l’universo si raffredda, il gas si scalda

La temperatura media dell’universo, quella delle grandi strutture nelle quali risiedono le stelle e le galassie che osserviamo, è cresciuta nel tempo – così come è cresciuta l’aggregazione gerarchica delle strutture stesse. Lo dimostra uno studio pubblicato su ApJ che ha correlato i dati del satellite Planck, della missione Iras e della survey Sdss per misurare la temperatura del gas nelle grandi strutture dell’universo attraverso un fenomeno di interazione fra questo e i fotoni della radiazione cosmica di fondo noto come “effetto Sunyaev-Zel’dovich”

VORREBBERO CHIAMARLO “ULTIMATELY LARGE TELESCOPE”

Un telescopio liquido per vedere le prime stelle

Ambisce a diventare il “telescopio definitivo”. La proposta è quella di costruirlo all’interno di un cratere lunare, con uno specchio primario liquido da cento metri di diametro. L’obiettivo scientifico è ambizioso: osservare le stelle di Popolazione III, le prime che si siano mai accese nell’universo. Lo studio è in uscita su ApJ

IL RADIOCARBONIO COME TRACCIANTE DELLE ESPLOSIONI

Tracce di supernove negli anelli degli alberi

L’abitabilità planetaria può essere influenzata dall’esposizione alle radiazioni gamma emesse dalle supernove. Le registrazioni impresse nei tronchi degli alberi, che testimoniamo la storia della Terra fino a 40mila anni fa, sono compatibili con l’esplosione di supernove vicine in otto casi, almeno quattro dei quali potrebbero aver innescato perturbazioni del clima terrestre. Tutti i dettagli su International Journal of Astrobiology

NE ESISTONO DI TUTTE LE TAGLIE

Niente è più oscuro di un buco nero

Dalla prima rivelazione di onde gravitazionali al premio Nobel 2020 per la fisica, passando per la celebre “fotografia” del mostro al centro di M87, i buchi neri sono i grandi protagonisti dell’astrofisica di questi ultimi anni. Ne parla un articolo di Patrizia Caraveo pubblicato ieri sul “Domenicale” del Sole24Ore. Lo riproponiamo oggi su Media Inaf con il consenso dell’autrice

FOTOGRAFATO CON IL TELESCOPIO CASSINI DELL’OSSERVATORIO DI LOIANO

A volte ritornano: avremo per luna un razzo anni ’60

Nel settembre 1966 la Nasa lanciò la sonda Surveyor 2 verso la Luna, una delle tante sonde che avevano lo scopo di esplorare la superficie lunare in preparazione delle missioni Apollo. Ora il secondo stadio del razzo Atlas-Centaur usato in quell’occasione probabilmente sta ritornando verso la Terra, e ne diventerà un satellite temporaneo per un periodo di alcuni mesi a cavallo fra il 2020 e il 2021