L’HOUSE ORGAN DELL’INAF, IN VERSIONE CARTACEA E IN DIGITALE

Sotto l’ombrellone con Universi

È in viaggio il numero di giugno di Universi, che trovate già disponibile anche sul sito della rivista. Tra gli approfondimenti: i filamenti radio in Abell 2255, la supernova “asociale” Sn 2024bch, gli organici “sotto sale” su Marte, il segreto del litio nella Via Lattea e i guardiani del Sole, SunDish e Solaris. Inoltre, rubriche, interviste e una ricca infografica sugli esopianeti scoperti in Italia

DAL TRAMONTO ALL’ALBA

Nel crepuscolo di Wasp-121b

Uno studio guidato dal Max Planck Institute for Astronomy ha registrato – grazie all’eccezionale sensibilità dello strumento infrarosso NirSpec del telescopio spaziale James Webb – differenze atmosferiche tra le zone crepuscolari di un esopianeta ultra-caldo, rivelando la presenza di venti caldi dal lato del mattino verso quello della sera. Lo studio è pubblicato su Nature Astronomy

LA DECISIONE FORMALE È ATTESA PER NOVEMBRE

M7, l’Esa ha scelto una missione a guida Inaf

È andata alle “sette sonde sorelle” della costellazione di Plasma Observatory la preferenza del Comitato consultivo dell’Esa per la settima medium-size mission. Proposta da un team guidato da Maria Federica Marcucci dell’Istituto nazionale di astrofisica, sarà una costellazione di sette satelliti per lo studio della magnetosfera terrestre. Il lancio avverrà attorno alla metà del prossimo decennio

MISURE DI ALTA PRECISIONE A BASSE FREQUENZE

Eccesso di luce nel cielo radio

Il cielo radio è più luminoso di quanto pensassimo. Lo mostra uno studio pubblicato su Nature Astronomy che presenta la misura più precisa mai ottenuta della brillanza del cielo tra 60 e 350 MHz. Il risultato porterà a rivedere alcuni modelli di riferimento per la radioastronomia e sarà fondamentale per le future osservazioni dell’universo primordiale con Ska-Low. Ne parliamo con Pietro Bolli dell’Inaf

A 1280 ANNI LUCE DA NOI, NELLA COSTELLAZIONE DI ORIONE

Stelle appena nate nella foto del mese di Webb

Per la “picture of the month” di giugno, Jwst ha immortalato una piccola zona della nube molecolare gigante di Orione A. L’immagine mostra una regione di intensa formazione stellare che si estende per 150 anni luce e nella quale si possono ammirare in un colpo solo gli stadi principali della vita di una stella appena nata, dalle protostelle fino ai dischi protoplanetari e stelle nella fase di sequenza principale

TREDICI MILIARDI D’ANNI FA GIÀ LA SUA LUCE TREMOLAVA

Ecco il più antico quasar sfarfallante

Fino al 2024 era considerato il quasar più luminoso conosciuto nell’universo primordiale. Secondo un nuovo studio guidato dal Mit e basato sui dati d’archivio della missione Neowise, J0439+1634 è ora il quasar variabile più antico mai osservato. Scoperto in un’epoca in cui l’universo aveva appena 850 milioni di anni, la sua luminosità varia nel tempo: un fenomeno mai rilevato prima in un oggetto così distante

SCOPERTO UN MECCANISMO CHE UNISCE LE PROTOSTELLE

L’attrazione magnetica delle stelle binarie

Nuove simulazioni condotte con diversi supercomputer da un team di ricercatori giapponesi mostrano come i campi magnetici interstellari siano la chiave che permette alle protostelle di avvicinarsi e aggregarsi rapidamente in sistemi binari. Lo stesso meccanismo potrebbe spiegare anche come i buchi neri massicci riescano a fondersi nel cuore delle galassie