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Una magnetar dal comportamento atipico

Un team guidato da Cisro, l’agenzia nazionale australiana per le scienze, ha registrato un segnale anomalo proveniente dalla magnetar Xte J1810−197. I risultati, pubblicati questa settimana su Nature Astronomy, mostrano che questa stella di neutroni emette una significativa quantità di luce polarizzata circolarmente

     11/04/2024

Rappresentazione artistica di un magnetar con campo magnetico e getti. Crediti: Csiro

Le magnetar sono stelle di neutroni con campi magnetici superficiali estremanete forti, superiori a 10mila miliardi di gauss: per capirci, il campo magnetico terrestre è dell’ordine di 0.3-0.6 gauss. La maggior parte di queste stelle emettono radiazione alle lunghezze d’onda dei raggi X e dei raggi gamma. Finora solamente per sei di queste sono stati registrati degli impulsi radio. Fra queste vi è la protagonista dell’articolo pubblicato questa settimana su Nature Astronomy: Xte J1810-197, l’esemplare a noi più vicino – si trova a “solo” 8000 anni luce di distanza. La peculiarità emersa nel nuovo studio è il tipo di polarizzazione della luce che emette: parte della radiazione proveniente da questa magnetar è infatti polarizzata circolamente.

Un risultato completamente inaspettato e senza precedenti, sottolinea il primo autore dell’articolo, Marcus Lower, ricercatore post-dottorato a Csiro, l’agenzia nazionale australiana per le scienze. «A differenza dei segnali radio che abbiamo visto provenire da altre magnetar, questa sta emettendo enormi quantità di luce polarizzata circolarmente che cambia con estrema rapidità. Non avevamo mai visto niente del genere prima d’ora».

Quello che non è chiaro è il motivo per cui questa magnetar si comporta in modo così diverso. Il team di ricercatori però ha un’idea. «I nostri risultati suggeriscono che ci sia plasma surriscaldato sopra il polo magnetico della magnetar, che funziona come un filtro polarizzante», dice Lower. «Come esattamente il plasma stia producendo questo effetto deve ancora essere determinato».


Murriyang, il radiotelescopio all’osservatorio di Parkes, con canguri selvatici in primo piano. Crediti: Csiro

Già finita in passato nel mirino anche di team guidati dell’Inaf, Xte J1810-197 è stata osservata per la prima volta emettere segnali radio nel 2003. Poi è rimasta silenziosa per oltre un decennio. I segnali sono stati nuovamente rilevati nel 2018 dal telescopio Lovell dell’Università di Manchester, presso l’osservatorio di Jodrell Bank, e sono stati rapidamente seguiti da  Murriyang, il radiotelescopio australiano all’osservatorio di Parkes, del Csiro, che è stato fondamentale per osservare le emissioni radio della magnetar da allora.

Il radiotelescopio del Cisro, situato nella cittadina di Parkes, nel Nuovo Galles del Sud, ha un diametro di 64 metri ed è dotato di un ricevitore all’avanguardia, grazie al quale è possibile compiere misure precise degli oggetti celesti, in particolare delle magnetar. Infatti, è altamente sensibile ai cambiamenti di luminosità e polarizzazione in un ampio range di frequenze radio. Gli studi sulle magnetar come questo forniscono conoscenze su una serie di fenomeni estremi e insoliti, come la dinamica del plasma, i bursts di raggi X e gamma e candidati fast radio bursts.

Per saperne più:

  • Leggi su Nature Astronomy l’articolo “Linear to circular coversion in the polarized emission of a magnetar” di Marcus E. Lower, Simon Johnston, Maxim Lyutikov, Donald B. Melrose, Ryan M. Shannon, Patrick Weltevrede, Manisha Caleb, Fernando Camilo, Andrew D. Cameron, Shi Dai, George Hobbs, Di Li, Kaustubh M. Rajwade, John E. Reynolds, John M. Sarkissian e Benjamin W. Stappers