A Lecce la prima sezione universitaria Inaf
È stata inaugurata questa mattina, nella sede dell’Università del Salento, la prima sezione universitaria dell’Istituto nazionale di astrofisica. Nicolò D’Amico, presidente Inaf: «Un passo fondamentale per rafforzare la presenza sul territorio dell’Inaf, che permetterà una reciproca crescita in ambito scientifico e potrà fungere anche da volano per le imprese locali del settore»
Pallade, una pallina da golf nella Fascia principale
Recenti osservazioni condotte con lo strumento Sphere del Vlt hanno permesso di studiare a grande scala la superficie dell’asteroide Pallade e di iniziare a comprenderne l’evoluzione. Pallade risulta non meno interessante di Cerere e Vesta, e la sua evoluzione geologica è stata in gran parte condizionata dalla sua elevata inclinazione orbitale. I risultati su Nature Astronomy
A zonzo per Firenze con la guida astroturistica
È da poco disponibile, dopo quella di Padova, la seconda guida turistica a tema astronomico della collana “Seconda stella a destra”, dedicata questa volta a Firenze. Un agile volumetto riccamente illustrato – corredato di una mappa dedicata – per scoprire le bellezze della città da un punto di vista insolito, intrecciando con naturalezza arte, storia e scienza
L’ottica adattiva di Eris è in viaggio verso Monaco
Il ruggito della nana bruna
Quando si dice che le apparenze ingannano. Una piccola stella, di massa pari a circa l’otto per cento di quella del Sole, è stata osservata emettere un brillamento molto intenso di raggi X, rilasciando almeno 10 volte l’energia emessa durante i più potenti brillamenti X prodotti dalla nostra stella. Nome in codice J0331-27, appartiene alla categoria delle nane brune di classe L. La sorprendente scoperta è stata fatta da un team guidato da ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica grazie alle osservazioni del telescopio spaziale Xmm–Newton dell’Esa
Verso il Sole con un magnetometro in braccio
La missione Solar Orbiter dell’Agenzia spaziale europea ha inviato a terra le sue prime misure scientifiche dallo spazio, confermando il buon funzionamento dei sensori del magnetometro e del “boom” – il braccio lungo oltre quattro metri che trasporta alcuni dei suoi dieci strumenti per lo studio del Sole






