Megacostellazioni, ecco chi ne soffrirà di più
Un nuovo studio dell’Eso valuta l’impatto delle costellazioni satellitari sulle osservazioni astronomiche. Vlt ed Elt ne saranno “moderatamente influenzati”, dice il rapporto, mentre ne risulterebbe “gravemente colpita” una significativa porzione delle osservazioni con il futuro osservatorio Vera Rubin. E ci sarà un impatto anche sugli osservatori radio, millimetrici e submillimetrici, tra cui Alma e Apex
Aurora nell’Ofiuco
Un team guidato da due astronomi dell’Inaf di Catania, Paolo Leto e Corrado Trigilio, è riuscito a trovare per la prima volta la prova di emissione aurorale in banda radio e X da una stella, la calda e magnetica Rho Oph A. I risultati sono pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society
Ultraleggeri con l’anello, ecco i mondi “super-puff”
Simulandone il transito sul disco stellare, due scienziati hanno ipotizzato che la densità eccezionalmente bassa dei cosiddetti pianeti “super-puff” – mondi con densità inferiori a 0.3 grammi per centimetro cubo – possa essere dovuta non a un’atmosfera insolitamente grande, bensì alla presenza di anelli planetari che falsano la stima del loro volume
Due giorni di preavviso per le tempeste di Van Allen
Un nuovo modello di previsione basato su algoritmi di machine learning consentirà di sapere dell’arrivo di tempeste di radiazioni dalle fasce di Van Allen con un anticipo di ben 48 ore. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Space Weather”, aiuterà a proteggere meglio i satelliti artificiali che orbitano ad altezze medio-alte
Danzando al ritmo di Gault, il piccolo asteroide blu
Usando due telescopi italiani, quelli degli osservatori di Saint Barthelemy e di Loiano, una coppia di astronomi dell’Inaf di Bologna è riuscita a misurare con precisione la velocità di rotazione di 6478 Gault e a rilevare una curiosa variazione cromatica sulla sua superficie. Caratteristiche cruciali per determinare l’esatta natura di questo oggetto, uno fra gli asteroidi più peculiari che si conoscano
A un grammo dalla supernova
Secondo un team internazionale guidato da astronomi dell’Università di Warwick, una nana bianca ultramassiccia, con una bizzarra atmosfera ricca di carbonio, potrebbe in realtà essere il prodotto della fusione di due nane bianche, che solo per pochissimo ha evitato la distruzione. Tutti i dettagli su Nature Astronomy






