SIMULAZIONE IN LABORATORIO DI ATMOSFERE ESOPLANETARIE

Con un poco di zolfo, la foschia va su

Lo zolfo è un ingrediente essenziale per la vita sulla Terra, dunque potrebbe essere anche un elemento utile alla ricerca di vita su altri pianeti. Uno studio pubblicato su Nature Astronomy illustra i risultati di simulazioni condotte in laboratorio per valutare l’impatto della presenza di zolfo in esoatmosfere ricche di anidride carbonica

ECCO GLI ELEMENTI ORBITALI PER OSSERVARLA AL TELESCOPIO

Tutto su Atlas, la cometa che non vedremo mai

Si chiama C/2019 Y4 Atlas, avrebbe dovuto dar spettacolo nel mese di maggio, ma le ultime osservazioni mostrano che è in corso un processo di frammentazione del nucleo che potrebbe portarla alla distruzione. L’ha però immortalata per noi lo scorso 2 aprile Giulia Iafrate dell’Inaf di Trieste (autrice, insieme a Conrad Boehm, di questo articolo), producendo un timelapse che la mostra mentre solca il Sistema solare

GRAZIE AI DATI DEL GRAN FINALE DI CASSINI

Svelato il mistero della calda atmosfera di Saturno

Un nuovo studio pubblicato su Nature Astronomy presenta la mappatura della temperatura e della densità dell’atmosfera superiore di Saturno, effettuata grazie ai dati della sonda Cassini presi durante il Gran Finale, e rivela il probabile motivo per cui la parte superiore della sua atmosfera è così calda: le bellissime aurore visibili ai poli nord e sud del pianeta

INTERVISTA A CLAUDIA TRAVAGLIO SU MARGARET BURBIDGE

Goodbye, Lady Stardust

L’astrofisica angloamericana Margaret Burbidge è morta domenica scorsa all’età di 100 anni. Fondamentali i suoi studi sui processi di nucleosintesi, e in particolare un articolo del 1957 – divenuto poi celebre con l’acronimo “B2FH” – sulla sintesi degli elementi nelle stelle. Ne parliamo con Claudia Travaglio dell’Inaf di Torino

OSSERVATI I POTENTI EFFETTI DI UNA FUSIONE GALATTICA

Spremuta di galassie con getto relativistico

Un team di ricercatori del Clemson University College of Science, in collaborazione con ricercatori di tutto il mondo, è riuscito per la prima volta in assoluto a immortalare un getto relativistico che emerge da due galassie in collisione. È la prima prova fotografica che la fusione tra galassie può produrre getti di particelle cariche che viaggiano a una velocità quasi pari a quella della luce. Allo studio, realizzato grazie alle osservazioni fatte con telescopi spaziali e da terra e pubblicato su The Astrophysical Journal, ha partecipato anche Stefano Marchesi, professore a Clemson e ricercatore Inaf

LO STUDIO SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Ecco cosa c’è al cuore del quasar 3C 279

Gli scienziati della collaborazione Event Horizon Telescope hanno per la prima volta osservato il getto relativistico di un buco nero supermassiccio rivelandone i dettagli, i più nitidi di sempre, con una risoluzione più fine di un anno luce. Obiettivo di questo studio è il quasar 3C 279, il centro brillante una galassia distante così lontano dalla Terra che la sua luce ha impiegato più di 5 miliardi di anni per raggiungerci

FRAMMENTATA DALLA SUBLIMAZIONE DOPO IL PASSAGGIO AL PERIELIO

Oh oh, abbiamo rotto la cometa aliena

Recenti osservazioni della cometa interstellare 2I/Borisov compiute con il telescopio spaziale Hubble hanno messo in evidenza un fenomeno di frammentazione del nucleo, come accade di frequente anche per le comete appartenenti al Sistema solare. Il frammento, con dimensioni stimate dell’ordine di 100 metri, si è dissolto in pochi giorni nello spazio