OSSERVATA QUANDO L’UNIVERSO AVEVA MENO DI UN DECIMO DELLA SUA ATTUALE ETÀ

Nella tana di un buco nero antichissimo

C’è una gigantesca struttura cosmica, composta da un buco nero supermassiccio circondato da sei galassie, già presente quando l’universo aveva meno di un miliardo di anni, ovvero il sette per cento della sua attuale età. A scoprirla è stato un team di astronomi, in gran parte dell’Inaf, grazie alle osservazioni realizzate con il Very large telescope e al Large binocular telescope. È la prima volta che una simile struttura è stata osservata in un’epoca così remota del cosmo: la scoperta aiuterà gli scienziati a comprendere meglio i processi di formazione dei buchi neri supermassicci, in particolare la straordinaria velocità con cui questi oggetti celesti estremi possono accrescere la loro massa se si trovano all’interno di zone ricche di materia

IL VALORE È CONCORDE CON LE TECNICHE NON BASATE SUGLI AMMASSI

Dagli ammassi di galassie alla massa dell’universo

Dall’Università della California, Riverside, arriva una nuova misura della quantità di materia presente nell’universo: 31.5 ± 1.3 per cento della sua massa-energia totale. La misura è stata effettuata confrontando il numero e la massa di ammassi di galassie con le previsioni di simulazioni numeriche, con uno strumento cosmologico appositamente sviluppato, GalWeight. Tutti i dettagli su ApJ

LA TERRA POTREBBE AVER PERSO FINO AL 60 PER CENTO DELLA SUA ATMOSFERA

Così l’impatto gigante ci rubò l’atmosfera

Utilizzando un nuovo codice di simulazione e un potente supercomputer, un gruppo di astronomi guidati dall’Università di Durham (Uk) ha studiato gli effetti che le violente collisioni avvenute nel Sistema solare hanno avuto sull’atmosfera dei mondi che oggi lo popolano, compresi quelli sull’atmosfera terrestre a seguito dell’ipotetico impatto gigante tra la proto-Terra e Theia. Tutti i dettagli su Apj Letters

È UNA GALASSIA DALLE PROPRIETÀ ESTREME ED ECCEZIONALI

Credevo fosse un quasar invece era una galassia

Un team scientifico internazionale ha scoperto una galassia lontanissima e molto luminosa, quasi priva di polvere ma con un tasso di formazione stellare mille volte superiore a quello della Via Lattea, sebbene sia 30 volte più piccola. Si chiama Boss-Euvlg1 ed è un esempio di galassia massiccia nelle fasi iniziali della sua formazione. Tutti i dettagli su Mnras Letters

C’È CHI DICE NO

È tutta fosfina quella che luccica?

La scoperta della fosfina nell’atmosfera di Venere non ha suscitato solo grande entusiasmo ma anche, soprattutto fra gli astrobiologi, alcune perplessità. Sia sul fatto che indichi potenziale presenza di vita, sia sullo stesso segnale rilevato, che potrebbe essere un falso positivo. Fra gli scettici c’è lo scienziato che firma oggi questo editoriale su Media Inaf, Víctor Manuel Rivilla Rodríguez, del Centro de Astrobiología de Madrid (Inta-Csic), associato all’Inaf di Arcetri

LA SCOPERTA GRAZIE A UN PROGETTO DI CITIZEN SCIENCE

Svelata la natura di un transnettuniano binario

È composto da due corpi – uno di circa 181 chilometri di diametro e l’altro di 138 chilometri – che orbitano a soli 350 chilometri di distanza l’uno dall’altro, oltre Nettuno. A scoprire la natura binaria di (523764) 2014 WC510 è stato un team di astronomi e cittadini scienziati attraverso l’occultazione di una stella, a sua volta binaria. Tutti i dettagli su The Planetary Science Journal

LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Stelle immigrate nel Centro galattico

Il centro della nostra galassia è una delle regioni dell’universo più ricche di stelle. Al suo interno, un gruppo di astronomi ha ora identificato un’antica popolazione stellare precedentemente sconosciuta. Si tratta di un gruppo di stelle molto vecchie, provenienti da un ammasso globulare della nostra galassia, migrate verso il centro della Via Lattea da tre a cinque miliardi di anni fa