DALL’EMBRIONE ALLA BABY STELLA, ALMA NE TRACCIA L’EVOLUZIONE

A caccia di uova stellari nella nube del Toro

Servendosi di Alma, gli astronomi hanno effettuato un censimento delle “uova stellari” presenti nella nube molecolare del Toro, rivelandone lo stato di evoluzione e migliorando l’attuale comprensione di come e quando un embrione stellare si trasforma in una piccola stella. Inoltre, il team ha trovato una coppia di getti di gas che potrebbe essere la prova dell’esistenza di una stella davvero appena nata

LO SPECIALE SU NATURE

Su Cerere una riserva d’acqua liquida grazie al sale

Con i dati raccolti dallo spettrometro italiano Vir, un gruppo di ricercatori guidati dall’Istituto nazionale di astrofisica e dall’Agenzia spaziale italiana ha identificato del cloruro di sodio idrato (il comune sale “bagnato”) sul pianeta nano. Lo studio fa parte di uno speciale pubblicato su Nature dedicato ai risultati della sonda della Nasa Dawn

MAVEN RIVELA PULSAZIONI ULTRAVIOLETTE

Luci nella notte di Marte

La sonda spaziale Maven della Nasa ha scoperto che l’atmosfera marziana, osservata in luce ultravioletta, sembra pulsare. Le emissioni – provenienti principalmente da un’altitudine di circa 70 chilometri – sono più luminose intorno ai poli invernali, con le regioni equatoriali che si illuminano intorno agli equinozi tre volte a notte. Tutti i dettagli su Journal of Geophysical Research, Space Physics

INDIVIDUATE DA SATELLITE UNDICI NUOVE COLONIE

Pinguini spaziali

Immagini satellitari ad alta risoluzione della missione Copernicus Sentinel-2 dell’Esa hanno rivelato che in Antartide le colonie di pinguini imperatore sono quasi il 20 per cento in più di quanto si pensasse. Gli scienziati della British Antarctic Survey hanno contato le comunità attraverso le tracce di guano immortalate da satellite, rivelando inedite zone di nidificazione e consentendo nuove previsioni circa l’impatto del cambiamento climatico sulla salute della specie

INTERVISTA A FRANCESCO SAURO (UNIVERSITÀ DI BOLOGNA)

Le potenzialità della speleologia extraterrestre

Dalle immagini ad alta risoluzione delle sonde interplanetarie è evidente la presenza dei tubi lavici nel sottosuolo della Luna e di Marte. La loro morfologia superficiale è simile a quella degli analoghi terrestri, ampiamente studiati dagli speleologi. Media Inaf ha intervistato uno dei massimi esperti in materia, Francesco Sauro, direttore del programma Pangaea dell’Esa

PROTEGGONO DALLE RADIAZIONI E DAGLI IMPATTI DI MICROMETEORITI

Tubi lavici sulla Terra, sulla Luna e su Marte

Un articolo pubblicato su Earth-Science Reviews offre una panoramica dei tubi lavici sulla Terra, fornendo anche una stima delle dimensioni degli analoghi lunari e marziani, che sono rispettivamente 100 e 1000 volte più larghi, arrivando a coprire distanze fino a 40 km. I tubi lavici rappresentano un obiettivo straordinario per l’esplorazione del sottosuolo e il potenziale insediamento umano

IL 9 AGOSTO RICORRONO I 45 ANNI DAL LANCIO, AVVENUTO NEL 1975

L’Esa comincia da Cos-B

Concepito intorno alla metà degli anni ‘60 in ambiente Esro dal gruppo di lavoro su Cosmic Rays and Trapped Radiation, il cui coordinatore e responsabile era Beppo Occhialini, il satellite per lo studio del cielo gamma Cos-B fu il primo a essere lanciato dall’Agenzia spaziale europea. Ne ripercorriamo la storia con Roberto Della Ceca, responsabile dell’Unità per la gestione dei progetti spaziali dell’Inaf