CAMPIONI DI CONDRITI CARBONACEE RISCALDATI FINO A 1200 °C

Meteoriti al forno per le atmosfere planetarie

Un studio condotto dalla University of California a Santa Cruz tramite il riscaldamento di alcuni frammenti di meteorite ipotizza che le atmosfere primordiali dei pianeti di tipo terrestre si formino, per lo più, da gas che vengono rilasciati dalla superficie del pianeta a causa dell’intenso calore che caratterizza le prime fasi di formazione. I risultati sono pubblicati oggi su Nature Astronomy

PROVERÀ A INDIVIDUARLI IL NANCY GRACE ROMAN TELESCOPE

In cerca di buchi neri solitari con il microlensing

Il telescopio spaziale della Nasa Nancy Grace Roman, che verrà lanciato a metà degli anni ’20, sfrutterà la relatività generale per scovare i pianeti extrasolari. Le stesse tecniche potranno però essere utilizzate anche perché cercare oggetti ben più oscuri: i buchi neri di massa stellare

MOLTISSIMI GLI SCIENZIATI CHE SE NE VANNO, POCHISSIMI QUELLI CHE ARRIVANO

Ricerca scientifica: l’anomalia italiana

Oggi, giovedì 15 aprile, si celebra la Giornata della ricerca italiana nel mondo con una maratona online, dalle 10 alle 20:30, ricca d’interventi. Accanto ai successi certo da celebrare ci sono però anche cifre stabilmente preoccupanti sulla scarsa attrattività del nostro paese nei confronti di ricercatrici e ricercatori. Vediamole insieme soffermandoci su alcuni dati dello European Research Council

IL VOLO DEL PICCOLO ELICOTTERO È STATO NUOVAMENTE RINVIATO

Aggiornamento software per Ingenuity

Ingenuity rimane ancora sul suolo marziano. Sta benissimo, ma per volare il suo software deve essere aggiornato, dopo che il 9 aprile il sistema di controllo aveva interrotto l’attività del piccolo elicottero durante durante l’ultimo test previsto prima del volo. Le modifiche al software sono state riviste e convalidate a inizio settimana dal Jpl e presto la Nasa comunicherà la nuova data del primo volo

POTREBBE ESSERE DI ORIGINE NON BIOLOGICA

In cerca di vita? Non fidatevi dell’ossigeno

Secondo un recente studio, condotto da un team di ricercatori utilizzando modelli computazionali evolutivi, i pianeti rocciosi che si trovano nelle zone di abitabilità di stelle simili al Sole possono contenere nelle loro atmosfere ossigeno di origine non biologica, rendendo la sua rilevazione spettrale una firma poco affidabile e certamente non sufficiente per affermare presenza di forme di vita. Tutti i dettagli su Agu Advances

LA PIÙ ESTESA CAMPAGNA OSSERVATIVA PER UN BUCO NERO

Uno per tutti, tutti per M87

Un campagna osservativa del buco nero supermassiccio al centro della galassia M87 e dei suoi poderosi getti di materia ha coinvolto 19 osservatori da terra e dallo spazio. I risultati promettono una visione senza precedenti di questo buco nero e del sistema che lo alimenta, ma anche di testare con maggior accuratezza la relatività generale. A questo notevole sforzo partecipano anche ricercatrici e ricercatori dell’Inaf, dell’Infn, dell’Asi e di varie università italiane

POTREBBERO ESSERE COINVOLTE IN REAZIONI CHIMICHE CON LA FOSFINA

Firme di 958 molecole con la chimica quantistica

Grazie a un nuovo approccio basato su tecniche di chimica quantistica computazionale, un team multidisciplinare di scienziati guidato dalla University of New South Wales di Sydney ha ottenuto le righe spettrali simulate di quasi mille molecole contenenti fosforo – dunque di elevato interesse astrobiologico – potenzialmente presenti nelle atmosfere esoplanetarie. Tutti i dettagli su Frontiers in Astronomy and Space Science