COME INTERPRETARE I SEGNALI RACCOLTI DAL RADAR MARSIS?

Acqua liquida su Marte, il fronte del sì

Nell’ultimo mese e mezzo sono usciti su Geophysical Research Letters alcuni articoli che mettono in dubbio la presenza – suggerita nel 2018 su Science – di un lago d’acqua liquida nel sottosuolo di Marte. Come controbattono gli autori di quello studio? Lo abbiamo chiesto a due di loro, l’astrofisico dell’Inaf di Bologna Roberto Orosei e la geofisica dell’Università di Roma Tre Elena Pettinelli

DI NUOVO SOTTO SCACCO L’IPOTESI “ACQUA LIQUIDA” SU MARTE

Un lago dai piedi d’argilla

La firma che il radar Marsis ha individuato nel sottosuolo di Marte non sarebbe quella dell’acqua liquida, come proposto da uno studio a guida italiana tre anni fa, bensì della smectite – un particolare tipo di argilla. Lo suggerisce uno studio pubblicato la settimana scorsa su Geophysical Research Letters

HA L’ETÀ CHE AVEVA IL SOLE QUANDO SI SVILUPPÒ LA VITA SULLA TERRA

Bella come il Sole: ecco Kappa 1 Ceti

Una nuova ricerca condotta dalla Nasa ci regala uno sguardo ravvicinato di una stella a soli 30 anni luce di distanza che si pensa assomigli al Sole da giovane. Lo studio ha permesso agli scienziati di comprendere meglio come potesse essere il Sole circa 4 miliardi di anni fa e come potrebbe aver modellato l’atmosfera del nostro pianeta e lo sviluppo della vita sulla Terra. Tutti i dettagli su ApJ

LO SOSTIENE UNO STUDIO GUIDATO DALL’ACCADEMIA CINESE DELLE SCIENZE

Betelgeuse raffreddata da una macchia stellare

Un team internazionale di astrofisici fa luce sulle cause dell’oscuramento di Betelgeuse, che da ottobre 2019 a marzo 2020 ha registrato un’anomala diminuzione di luminosità. All’origine del fenomeno potrebbe esserci stata una grande macchia stellare, che avrebbe abbassato la temperatura dell’astro di 170 kelvin. Lo studio è pubblicato su Nature Communications

STUDIO CONDOTTO CON ALMA E CON IL TELESCOPIO SPAZIALE HUBBLE

Effetto boomerang: così il gas rientra nelle galassie

Un team di scienziati osserva il riaccrescimento di gas nella galassia a spirale Ngc 4921, fenomeno dovuto alla ricaduta di nubi di gas precedentemente espulse per effetto del ram pressure stripping. Il gas tornato in sede potrebbe essere “riciclato” per formare nuove stelle, incrementando così l’attività della galassia. La ricerca è in pubblicazione su The Astrophysical Journal

INTERVISTA A DANIELA PAOLETTI DELL’INAF DI BOLOGNA

Dal crepuscolo all’alba dell’universo

Può l’oscurità del crepuscolo – i fotoni della radiazione cosmica di fondo – insieme alla luce dell’alba – la radiazione ultravioletta emessa dalle prime stelle che si accendono – svelare la storia della reionizzazione e dirci qualcosa sull’inflazione primordiale? Ne parliamo con Daniela Paoletti dell’Istituto nazionale di astrofisica, coautrice di due nuovi studi che cercano di rispondere a questa domanda