IL CIELO NOTTURNO DI APRILE 2023

Le galassie della Vergine

Se si vuole ammirare un bellissimo ammasso di galassie, questo è il mese giusto: con cieli bui e un telescopio amatoriale è possibile osservare l’ammasso della Vergine. Distante circa 60 milioni di anni luce, si trova tra la costellazione della Vergine, della Chioma di Berenice e del Leone, costellazioni che in questo mese sono ben visibili in cielo. La Luna, Venere e le Pleiadi saranno protagoniste di incontri celesti dopo il tramonto, verso ovest, con Venere regina indiscussa dei cieli. Ma questo mese offrirà anche un’occasione per cercare di osservare Mercurio

VERRÀ IMPIEGATO PER MIGLIORARE LE IMMAGINI DEL RUBIN OBSERVATORY

Rendere nitido il cosmo con un filtro intelligente

Rimuovere le distorsioni introdotte dalla turbolenza atmosferica con un sistema derivato da un algoritmo di computer-vision impiegato in ambito fotografico: è ciò che riesce a fare un tool, descritto su Mnras, destinato agli studi di weak lensing messo a punto da Tianao Li (Tsinghua University) ed Emma Alexander (Northwestern University)

IN PARTENZA PER GIOVE E DINTORNI IL PROSSIMO 13 APRILE

“Sabotando” Juice a due settimane dal lancio

La missione che ci avvicinerà come non mai al Sistema solare esterno, e alle lune di Giove in particolare, è stata trasferita nell’edificio per l’integrazione nel razzo Ariane 5 prima del lancio, allo spazioporto di Kourou. Il team che guiderà lo spacecraft durante le prime fasi della missione, e oltre, da mesi si sta allenando – in Germania – per essere in grado di affrontare qualunque guasto

UN PROGETTO DELLA BROWN UNIVERSITY, INSIEME AL CNR-IIA E A D-ORBIT

Missione riuscita per Sbudnic l’eco-cubesat

Piccolo, economico e realizzato con componenti commerciali – è controllato da Arduino e alimentato da 48 comuni batterie AA – il satellite della Brown University era stato progettato già in origine per auto-smaltirsi in tempi rapidi. E sta mantenendo le promesse, grazie a una speciale “vela frenante” che lo fa deorbitare a tempo record

QUANDO L’UNIVERSO AVEVA MENO DI QUATTRO MILIARDI DI ANNI

Così nasce un ammasso di galassie

Pubblicato su Nature uno studio guidato dall’Università di Trieste assieme all’Istituto nazionale di astrofisica basato su dati dal telescopio Alma dello European Southern Observatory

COINVOLTI NUMEROSI TEAM DI RICERCA INAF, INFN E ASI

Il lampo gamma più luminoso di tutti i tempi

Il potente lampo di raggi gamma scoperto il 9 ottobre 2022 è un evento estremamente raro, che si verifica una volta ogni 10mila anni. Le osservazioni, realizzate da telescopi nello spazio e a terra con forte coinvolgimento italiano, saranno determinanti per comprendere le colossali esplosioni da cui hanno origine i lampi gamma. L’annuncio oggi durante una conferenza stampa presso il meeting della High Energy Astrophysics Division della American Astronomical Society, alle Hawaii, in occasione della pubblicazione dei primi risultati

INTERVISTA A SERGIO CAMPANA DELL’INAF

Ventuno anelli nei raggi X non s’erano mai visti

I raggi X provenienti dall’esplosione che ha generato il potente lampo gamma scoperto lo scorso 9 ottobre hanno illuminato ben 21 nubi di polvere nella nostra galassia, consentendo di determinare le loro distanze e le proprietà della polvere con precisione inaudita. Lo studio, a guida italiana, è stato possibile grazie alle osservazioni dei telescopi spaziali Esa Xmm-Newton e Nasa Swift