LO STUDIO È STATO PUBBLICATO SU ASTRONOMY AND ASTROPHYSICS

Cheops osserva il pianeta più brillante di sempre

È un esopianeta ultra-caldo che orbita attorno alla sua stella ospite in meno di un giorno, nella regione conosciuta come deserto dei nettuniani caldi. I dati della missione Cheops dell’Esa hanno portato a una sorprendente rivelazione: è coperto da nubi composte da metalli riflettenti, che lo rendono l’esopianeta più brillante mai trovato. Con un commento del co-autore Gaetano Scandariato dell’Inaf di Catania

UNA FOTOGRAFIA CHE RACCHIUDE LA STORIA DELL’UNIVERSO

Lontano nel passato

Ogni giovedì su Rai 1 a “Noos – L’avventura della conoscenza”, il programma ideato e condotto da Alberto Angela, l’astrofisica Edwige Pezzulli ci guida nello spazio mostrandoci le più belle immagini riprese dal telescopio James Webb. Quella presentata nella puntata del 6 luglio 2023 è la fotografia del suo primo campo profondo

A RISCHIO UNA FINESTRA DELLA RADIOASTRONOMIA

Lofar conferma emissioni involontarie da satelliti

Lofar ha dimostrato che i satelliti possono emettere involontariamente onde radio che interferiscono con le osservazioni dei radiotelescopi. È fondamentale per il settore astronomico collaborare con l’industria per superare questi problemi e per la International Telecommunications Union stabilire una regolamentazione per il controllo di questa emissione. Con un commento di Pietro Bolli di Inaf

ENTRAMBI IN COLLABORAZIONE CON L’ISTITUTO NAZIONALE DI ASTROFISICA

Due podcast astronomici sotto il sole di luglio

Il primo si chiama “Lo stato del futuro”, special guest Sandro Bardelli, promette “un’indagine approfondita sul futuro dell’universo e della nostra civiltà” ed è disponibile su Spotify da oggi, venerdì 7 luglio. E da lunedì scorso è su Spreaker il primo episodio di un altro podcast, questa volta su “I radiotelescopi di Medicina”, anch’esso con ospiti astronomi Inaf. Buon ascolto

PUBBLICATO SU MONTHLY NOTICES OF THE ROYAL ASTRONOMICAL SOCIETY

Jwst e le super fabbriche di polveri stellari

Scovate daI telescopio spaziale James Webb grandi quantità di polvere nei getti di due supernove di tipo II a 22 milioni di anni luce da noi. Lo studio cerca di indagare sull’origine della polvere cosmica che ha formato i pianeti e l’Universo primordiale, e la grande massa trovata nelle due supernove supporta la teoria secondo cui queste hanno avuto un ruolo chiave nella produzione di polvere nell’universo primordiale

INTERVISTA AL PRIMO AUTORE ALDO BONOMO

A caccia di giganti freddi con Harps-N

Sfruttando le potenzialità dello spettrografo Harps-N al Tng, un gruppo di esperti a guida Inaf ha scovato cinque gioviani freddi in tre sistemi planetari: due di questi erano già noti, mentre tre sono nuove scoperte. Il gruppo ha utilizzato il metodo delle velocità radiali per cercare pianeti giganti gassosi freddi in quasi quaranta sistemi già noti per ospitare super-Terre e sub-Nettuniani. A cosa serve questa survey? Anche a studiare l’origine dei pianeti del Sistema solare

QUANDO L’OBLIQUITÀ ARRIVA A 35 GRADI, IL GHIACCIO POTREBBE SCIOGLIERSI

Marte, in attesa d’acqua liquida

Uno studio pubblicato su Science sostiene che, quando l’asse di rotazione di Marte si inclina a circa 35 gradi, la sua atmosfera diventa abbastanza densa da consentire al ghiaccio di sciogliersi ed erodere i canaloni che solcano le pendici dei crateri da impatto. Questo, secondo gli autori, si è probabilmente verificato ripetutamente negli ultimi milioni di anni, con l’evento più recente circa 630mila anni fa