TESTATO IL PROTOTIPO DI UN AEROBOT PER STUDIARE IL PIANETA

In mongolfiera su Venere

Una versione ridotta del pallone robotico aereo – in breve, aerobot – che un giorno potrebbe “navigare” nei poco ospitali cieli venusiani ha completato con successo ben due voli di prova nel deserto Black Rock, in Nevada, segnando una pietra miliare per il progetto guidato dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa e dalla Near Space Corporation

CARATTERIZZATE DA JWST NEL CUORE DELLE GALASSIE ATTIVE

Molecole organiche nei dintorni dei buchi neri

Grazie allo strumento Miri del telescopio spaziale James Webb, un team di astronomi guidati dall’Università di Oxford è riuscito a studiare per la prima volta una classe di molecole organiche, gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), nelle vicinanze dei buchi neri supermassicci al centro di tre galassie attive, tra cui Ngc 7319 del Quintetto di Stephan. Lo studio su Astronomy & Astrophysics

CAMBIATA L’ORBITA DI DIMORPHOS ATTORNO A DIDYMOS

Abbiamo spostato un asteroide

Abbiamo la conferma strumentale che la missione Dart della Nasa ha avuto pieno successo: l’impatto della sonda sulla superficie dell’asteroide Dimorphos ha effettivamente modificato il periodo orbitale del piccolo satellite di Didymos di ben 32 minuti, oltre le aspettative. Per la prima volta nella storia dell’umanità l’orbita di un asteroide è stata cambiata: la possibilità di avere in futuro una spaceguard attiva a difesa della Terra diventa più concreta

E LA LUNA SI TROVAVA IN MEDIA AD APPENA 322MILA KM DI DISTANZA

Un giorno, 2.46 miliardi di anni fa, durava 17 ore

La ricostruzione dei cosiddetti cicli di Milanković attraverso lo studio di sedimenti rocciosi risalenti a circa due miliardi e mezzo di anni fa indica che la frequenza del ciclo di precessione era in passato significativamente più alta dell’attuale, segno del fatto che la durata del giorno era molto più breve e la distanza Terra-Luna assai più ridotta di quanto non siano oggi

ALL’ORIGINE DELLA LORO STESSA ESTINZIONE

Microbi nel sottosuolo: un’ipotesi sull’antico Marte

È probabile che in un lontano passato il sottosuolo del Pianeta rosso fosse abitabile per microrganismi che si nutrono di idrogeno e producono metano. La produzione di biomassa, si legge in uno studio pubblicato su Nature Astronomy, potrebbe essere stata paragonabile a quella dell’oceano primordiale della Terra, e potrebbe aver innescato un processo di raffreddamento globale del clima iniziale di Marte

DATI ACCESSIBILI ANCHE AI CITIZEN SCIENTIST

Colonie lunari vegetali

Entro il 2025 la start-up spaziale australiana Lunaria One conta di realizzare il primo di una serie di esperimenti per capire se le piante possono prosperare sulla superficie lunare. Il progetto è un primo passo verso la coltivazione di vegetali per la produzione di cibo, medicine e ossigeno sulla Luna, in vista di una futura colonia umana. I risultati saranno utili anche per contrastare i problemi dell’agricoltura terrestre derivanti dal clima

È LA PRIMA SUITE PER L’ANALISI IN SITU DI CAMPIONI LIQUIDI DI MONDI OCEANICI

Con Owls in cerca di vita negli oceani alieni

Un team di scienziati del Jpl ha sviluppato una nuova suite di strumenti che potrebbe essere installata su future missioni interplanetarie per analizzare campioni liquidi di mondi oceanici alla ricerca di segni di vita aliena. Il suo nome è Owls, Oceans Worlds Life Surveyor. Tra gli strumenti scientifici a bordo – otto in tutto – c’è anche un microscopio olografico digitale, il primo in grado di acquisire immagini e video di cellule direttamente nello spazio