CONFERMATA LA PIENA OPERATIVITÀ DOPO LA RISOLUZIONE DELL’ANOMALIA

Il ritorno di Proba-3: ecco la prima immagine

Proba-3, la missione dell’Esa dedicata allo studio della corona solare, è tornata pienamente operativa. Risolta l’anomalia software che lo scorso febbraio aveva causato la perdita di contatto con il satellite Coronagraph, il veicolo spaziale è ora in perfette condizioni e pronto a riprendere le attività di volo in formazione con il satellite Occulter. Con un commento di Silvano Fineschi dell’Inaf di Torino

INDIVIDUATA CON ALMA E GEMINI NORTH

Shadow Blaster, una galassia sparaneutrini

Un team internazionale di scienziati ha trovato la sorgente più plausibile di Ic 210922A, un neutrino ad alta energia rilevato dall’osservatorio IceCube nel 2021: è Shadow Blaster, una galassia compatta in fase di formazione stellare risalente a circa 11 miliardi di anni fa, studiata grazie a un effetto di lente gravitazionale. Lo studio è stato pubblicato su Nature Astronomy

LA RISPOSTA ARRIVA DA UN AMMASSO A 11 MILIARDI DI ANNI LUCE

Cosa spegne le galassie lontane

Un team internazionale, con la partecipazione dell’Inaf, ha trovato prove inequivocabili di ram pressure stripping in cinque galassie di un ammasso in formazione a z = 2,51. I dati Alma rivelano code di gas estese oltre l’emissione stellare rilevata da Jwst, in galassie isolate e prive di tracce di fusioni. Si tratta dei casi più lontani mai confermati di questo fenomeno. I dettagli su Nature Astronomy

FORMATE AL DI FUORI DEI CLASSICI ALONI

Tre galassie sorelle senza materia oscura

Un team di astronomi di Yale ha scoperto una terza galassia priva di materia oscura, Ngc 1052-DF9, allineata con altre nove galassie, tra cui DF2 e DF4, le uniche altre due note con la stessa anomalia. Questa scia cosmica suggerisce che le tre galassie siano nate da uno scontro primordiale che ha separato il gas dalla materia oscura

RIVELATE CON NIRSPEC OLTRE QUARANTA RIGHE

Quel puntino rosso è una stella buco nero

Un gruppo internazionale di ricercatori ha studiato lo spettro più profondo mai ottenuto di un little red dot. L’oggetto, denominato Glimpse-17775, fornirebbe l’evidenza più stringente di una black hole star – letteralmente, “stella buco nero”. Secondo questo modello i little red dots sono avviluppati da dense coltri di gas parzialmente ionizzato. Lo studio è uscito su ApJ

COSÌ LE PIANTE HANNO IMPEDITO ALLA TERRA DI DIVENTARE UNA “PALLA DI NEVE”

Vegetazione come termostato planetario

Secondo uno studio guidato da Erica Bisesi dell’Inaf di Trieste, la colonizzazione delle terre emerse da parte delle piante non ha solo influenzato il ciclo del carbonio, ma ha cambiato radicalmente l’albedo superficiale del nostro pianeta. «Senza il verde delle foreste», spiega la ricercatrice, «la vita complessa sarebbe stata soffocata da una successione infinita di altre ere glaciali globali»