LO STUDIO È STATO PUBBLICATO SU NATURE

Webb osserva l’atmosfera di un sub-nettuniano

Dopo oltre un decennio, grazie allo sguardo a infrarossi del telescopio spaziale James Webb, gli astronomi sono riusciti a osservare attraverso lo spesso strato di foschia che ricopre il sub-nettuniano Gj 1214b, un esopianeta a 40 anni luce dalla Terra. Sembra essere un mondo acquatico e la foschia – o lo strato di nubi – che lo ricopre è stranamente brillante e riflettente

LA REGIONE DI SAGITTARIUS A* È FREQUENTATA PERLOPIÙ DA STELLE “SINGLE”

Il centro galattico non è per giovani coppie

Stelle giovani e massicce che normalmente si trovano in coppia, vicino al buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia sono, al contrario, inspiegabilmente sole. È quanto emerge da uno studio osservativo lungo un decennio su 16 giovani stelle nell’ammasso centrale, e dalle stime statistiche da esso derivate. La ragione precisa rimane da scoprire

È UNO SPETTROMETRO MINIATURIZZATO MONTATO NEL TRAPANO DI ROSALIND

Vita su Marte? La risposta dall’italiano Ma_Miss

Progettato per studiare la mineralogia e le proprietà fisiche del sottosuolo marziano, lo spettrometro Ma_Miss a bordo del rover Rosalind Franklin della missione Esa ExoMars potrà rivelare anche la presenza di sostanze organiche tra cui l’acido benzoico, già trovato su Marte dal rover Curiosity. Lo dimostra uno studio pubblicato su Astrobiology, guidato da ricercatori e ricercatrici dell’Inaf, dell’Asi e dell’Università Aix Marseille

SI TRATTA DI UNA GALASSIA SOTTILE VISTA DI TAGLIO

Risolto il mistero del buco nero in fuga

Una scia luminosa in un’immagine del telescopio spaziale Hubble era stata oggetto di uno studio pubblicato pochi giorni fa in cui veniva descritta come una lunga traccia di stelle in formazione innescata da un buco nero supermassiccio in fuga da una galassia. Ora, un team di ricercatori dell’Instituto de Astrofísica de Canarias fornisce una spiegazione alternativa meno esotica. I dettagli su A&A Letters

OSSERVATO IL 19 GIUGNO 2021, È STATO EMESSO DA UNA COLLAPSAR

Colto sul nascere il bagliore ottico di un Grb

Ricercatori del Gssi e dell’Inaf tra gli autori principali di uno studio che contribuisce a svelare i misteri dei lampi di raggi gamma, le esplosioni più potenti dell’universo, osservando la luce visibile durante l’emissione gamma. L’articolo, pubblicato oggi su Nature Astronomy, mostra come osservare la prima luce emessa sia fondamentale nel comprendere le misteriose proprietà dei velocissimi getti di materia ed energia che si generano nell’esplosione di stelle massicce

USANDO LA TELECAMERA PER INFRAROSSI VIRCAM

Vasti vivai stellari nell’atlante di Visions

Grazie a oltre un milione di immagini acquisite in cinque anni dal telescopio Vista dell’Eso, un team di astronomi ha prodotto l’atlante “Visions”, una vasta raccolta in infrarosso di cinque incubatrici stellari nel nostro vicinato cosmico. Lo studio è in corso di pubblicazione su Astronomy & Astrophysics

NEI LABORATORI INAF DUE FRAMMENTI DELL’ASTEROIDE RYUGU

Kiki e Totoro, dall’asteroide consegna a domicilio

Un viaggio lunghissimo nel Sistema solare li ha portati da Ryugu alla Terra, all’interno della capsula di raccolta della sonda Hayabusa2 che li ha prelevati dalla superficie del corpo celeste nel 2019. Due piccoli grani, lunghi meno di due millimetri per tre milligrammi di peso, parte del preziosissimo carico, sono giunti dal Giappone ai laboratori dell’Inaf a Roma, dove un team di ricerca li analizzerà con l’ambizioso obiettivo di ricostruire la storia dell’evoluzione di Ryugu