Un milione di quasar per Gaia
Grazie ai dati del telescopio spaziale Gaia dell’Agenzia spaziale europea, gli scienziati sono riusciti a realizzare un catalogo di quasar distribuiti in quello che è il volume più grande mai mappato dell’universo osservabile. Si chiama Quaia, raccoglie circa 1,3 milioni di quasar e potrebbe aiutare a comprendere meglio le proprietà della materia oscura. Tutti i dettagli su The Astrophysical Journal
Euclid alle prese con qualche nanometro di ghiaccio
La visione del telescopio spaziale Euclid è compromessa da un sottilissimo strato di ghiaccio che si è depositato sugli specchi, spesso quanto un filamento di Dna. Dopo mesi di ricerca, i team della missione stanno ora testando una procedura di nuova concezione per “sbrinare” le ottiche riscaldando alcune porzioni del satellite. Con il commento di Pierre Ferruit, Esa Euclid mission manager
Increspature marziane nel tunnel del vento
Un team guidato dall’Università Ben-Gurion (Israele), del quale fanno parte anche Simone Silvestro e Gabriele Franzese dell’Inaf di Napoli, ha messo a punto – e verificato sperimentalmente – una nuova teoria in grado di spiegare l’origine e la conformazione delle increspature di sabbia che s’incontrano sulla superficie di Marte e, in alcuni casi, anche sulla Terra. Lo studio su Nature Geoscience
Con l’instabilità di Crow un’esplosione di stile
Per anni si è cercato di comprendere l’origine e la distribuzione degli agglomerati lungo l’anello equatoriale della supernova Sn 1987A. La settimana scorsa un gruppo di scienziati dell’Università del Michigan ha pubblicato su Physical Review Letters un articolo dove si spiega come sia possibile la formazione di questa struttura a “collana di perle” a causa dell’interazione tra i vortici formati dal gas in rotazione
La fascia di Kuiper è molto più vasta del previsto
Massa e spin d’un buco nero nella sua variabilità
Come derivare massa e momento angolare intrinseco di un buco nero avvalendosi di informazioni sulla variabilità della sua emissione X e del modello di precessione relativistica? È il problema di cui si è occupato l’astrofisico Tomaso Belloni, venuto a mancare nell’agosto 2023, nel suo ultimo articolo scientifico, scritto insieme a Sara Elisa Motta dell’Inaf di Brera e ora in corso di pubblicazione su Astronomy & Astrophysics






