LA STORIA DEL RECUPERO PUBBLICATA SU AEROSPACE

Paracadutati 200 GB di dati sulla materia oscura

I sistemi di comunicazione a terra del telescopio a pallone SuperBit, lanciato la scorsa primavera per un volo di 40 giorni, sono falliti durante la missione e il telescopio stesso è andato distrutto durante l’atterraggio. Ma i dati erano stati salvati in un nuovo sistema di recupero paracadutato a terra prima dell’atterraggio: un sistema di data recovery al suo primo collaudo in volo durante una missione

NEL MIRINO GALASSIE, TELESCOPI E VEICOLI SPAZIALI CHE NE PORTANO IL NOME

Astronomi contro Magellano

Un gruppo di astronomi guidato da Mia de los Reyes – dell’Amherst College in Massachusetts – ha rivolto un appello all’Unione astronomica internazionale (Iau) affinché cambi il nome delle Nubi di Magellano, le due galassie satelliti della Via Lattea più luminose. Sotto accusa è il ruolo di “colonizzatore, schiavista e assassino” del navigatore ed esploratore portoghese

LO STUDIO È IN PUBBLICAZIONE SU ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Giovani galassie illuminano l’universo primordiale

Utilizzando i dati del telescopio spaziale James Webb, un team di ricercatori ha studiato alcune giovani galassie risalenti a quando l’universo aveva più o meno due miliardi di anni, ottenendo indizi sulla probabile origine delle righe di emissione estrema che caratterizzano queste galassie primordiali

TUTTI I DETTAGLI SU NATURE COMMUNICATIONS

Un Grb così potente da perturbare l’alta ionosfera

Rivelata per la prima volta una forte perturbazione della parte più alta della ionosfera terrestre generata da un lampo di raggi gamma, grazie ai dati del satellite Integral dell’Agenzia spaziale europea e del sino-italiano Cses-01. Uno studio guidato da ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica in collaborazione con l’Istituto nazionale di fisica nucleare, l’Agenzia spaziale italiana e diverse università italiane

NON SOLO IL TORO DI POLVERI: SE CI SI METTE PURE LA GALASSIA AD OSCURARLI…

Anche i quasar giocano a nascondino

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Durham ha scoperto che il gas e le polveri presenti nelle galassie che stanno intensamente formando stelle potrebbero giocare un ruolo determinante nel nascondere la radiazione emessa dai quasar, rendendoli difficili da stanare. Lo studio su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

LO STUDIO A GUIDA CINESE SU NATURE SYNTHESIS

Ossigeno su Marte? Ci pensa il robot “AI-chimista”

Si chiama AI-chemist. È un piccolo robot dotato di intelligenza artificiale e promette di risolvere il problema dell’ossigeno ai futuri colonizzatori di Marte. Tra i moduli di cui è dotato c’è infatti una sorta di “cervello” che, sulla base degli elementi chimici disponibili in un campione di suolo marziano, è capace di sintetizzare il più performante catalizzatore per la produzione di ossigeno sul pianeta

CONTINUA LA RICERCA DI INTELLIGENZE EXTRATERRESTRI

Boccata d’ossigeno per il Seti

Il Seti Institute manda avanti la ricerca di intelligenze extraterrestri basandosi esclusivamente su finanziamenti privati. La donazione filantropica, ricevuta di recente, di 200 milioni di dollari da parte di Franklin Antonio – cofondatore di Qualcomm, venuto a mancare lo scorso maggio – permetterà di portare avanti il progetto Seti senza problemi anche per i prossimi anni