Buchi neri e stelle di neutroni dalle supernove
Quando le stelle massicce arrivano alla fine della propria vita ed esplodono come supernove, l’oggetto ultracompatto che resta può diventare una stella di neutroni o un buco nero. Una catena d’eventi, questa, ipotizzata da molti decenni ma mai vista prima d’ora in tempo reale. Un articolo pubblicato oggi su Nature riporta finalmente come sia stato possibile, grazie all’osservazione della supernova Sn 2022jli, stabilire questo collegamento in modo diretto
Una Vela pulsar di nitidezza stratosferica
Un gruppo di ricercatori giapponesi ha messo a punto un nuovo ingegnoso rilevatore di raggi gamma. Una serie di pellicole “fotografiche” sono state impilate a strati e fatte volare a bordo di un pallone aerostatico a circa quaranta chilometri di quota, ed esposte alla luce per circa quaranta ore. L’immagine della pulsar delle Vele realizzata con questa tecnica, pubblicata su ApJ, è la più accurata mai ottenuta finora alle stesse frequenze
Al via le analisi dei frammenti dell’asteroide Ryugu
Un team tutto italiano composto da ricercatori e ricercatrici dell’Istituto nazionale di astrofisica, dell’Università di Firenze e dell’Istituto nazionale di fisica nucleare avvia le analisi dei due preziosissimi campioni dell’asteroide Ryugu ricevuti a maggio del 2023 nell’ambito di un bando internazionale per l’analisi dei materiali cosmici riportati a Terra dalla missione Hayabusa-2 dell’Agenzia spaziale giapponese Jaxa
Le millecinquecento supernove Ia di Des
La collaborazione internazionale Dark Energy Survey (Des) ha ottenuto il più grande campione di supernove mai realizzato da un singolo telescopio. Analizzando le circa 1500 supernove Ia del campione, ha posto i vincoli più stringenti di sempre ai parametri che caratterizzano l’espansione cosmica utilizzando queste candele standard e ha trovato indizi che la densità di energia oscura dell’universo possa variare nel tempo
Doppia esplosione nella Grande Nube di Magellano
Urano e Nettuno senza fotoritocchi
Ce li hanno sempre mostrati uno verde pallido, l’altro blu intenso. Ma in realtà i colori di Urano e Nettuno non sono così diversi. Una ricerca condotta dall’Università di Oxford ha rivelato che i due giganti ghiacciati hanno una tonalità blu-verde molto simile, mettendo fine a decenni di controversie sulle differenze cromatiche apparenti. Il team ha anche fornito una spiegazione agli insoliti cambiamenti stagionali del colore di Urano, dovuti alla concentrazione di metano ai poli






