PER ORA SONO DUE, MA QUELLI PREVISTI SONO MOLTI DI PIÙ

Alla ricerca di visitatori interstellari con Rubin

Nella Via Lattea esistono oggetti interstellari non ancora scoperti: comete e asteroidi espulsi dai loro sistemi stellari di origine. Alcuni di questi attraversano il Sistema solare, portando preziose informazioni su come si formano ed evolvono i sistemi planetari. Attualmente ne sono stati scoperti solo due, 1I/ʻOumuamua e la cometa 2I/Borisov, ma la survey Lsst dell’Osservatorio Rubin ne troverà molti altri

ALL’ORIGINE MISTERIOSA DEI PIÙ POTENTI MAGNETI DELL’UNIVERSO

Diventerà una magnetar

Scoperta di recente, Hd 45166, una stella massiccia con un campo magnetico di 43mila gauss (il più forte mai trovato in una stella di massa elevata), secondo gli astronomi potrebbe terminare la sua vita come magnetar. Man mano che la stella collasserà su sé stessa, infatti, il suo campo magnetico si rafforzerà e Hd 45166 finirà per diventare un oggetto molto compatto con un campo magnetico di circa 100mila miliardi di gauss

LA COMETA CHE NON TI ASPETTI

Nishimura, perielio a settembre

Scoperta solo l’11 agosto quando era già di magnitudine +11, la cometa Nishimura farà il passaggio al perielio il prossimo 18 settembre. Si porterà a soli 33 milioni di km dal Sole ed è previsto che superi abbondantemente la soglia della visibilità a occhio nudo. Purtroppo, la vicinanza con la nostra stella ne ostacolerà l’osservazione. Vediamo come è stata scoperta e quando osservare la Nishimura prima che si avvicini troppo al Sole

LO STUDIO È PUBBLICATO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Come studiare l’energia oscura dal cortile cosmico

Tre ricercatori dell’Università di Cambridge hanno trovato un modo per porre un limite superiore all’energia oscura – la forza misteriosa che costituisce più di due terzi dell’universo ed è responsabile della sua espansione accelerata – studiando il moto della vicina galassia di Andromeda. Il valore che hanno trovato è circa cinque volte superiore a quello misurato per l’universo primordiale

CON IL COMMENTO DI MARI POLLETTA DELL’INAF

I tesori di ‘El Gordo’ svelati da Jwst

Il telescopio spaziale Webb ha immortalato l’ammasso di galassie conosciuto come ‘El Gordo’, il più massiccio noto quando l’universo aveva circa 6 miliardi di anni di età, rivelando una miriade di oggetti ancor più distanti, mai visti prima con un simile grado di dettaglio. La nuova immagine mostra una varietà di galassie nei primi miliardi di anni della storia del cosmo, le cui forme insolite si intuivano appena nelle precedenti immagini del telescopio spaziale Hubble.

LO STUDIO SU NATURE ASTRONOMY

Grande come Giove, caldo più del Sole

Scoperto a circa 1400 anni luce da noi un sistema binario con una nana bruna grande più o meno come un pianeta gigante gassoso ma con una temperatura, sul lato perennemente illuminato dalla sua nana bianca compagna, di ottomila gradi kelvin. «È un sistema veramente unico nel suo genere: un oggetto simile a Giove ma più caldo del Sole», dice uno degli autori dello studio, Filippo Mannucci dell’Inaf di Arcetri

TEST DI SUCCESSO SUI NUOVI RICEVITORI PER SONDARE LE NOSTRE ORIGINI COSMICHE

Prima luce interferometrica per la Banda 2 di Alma

Con la misura delle “prime frange” – segno che i nuovi ricevitori riescono a funzionare in modalità interferometrica – la Banda 2 consente ad Alma di osservare su tutto l’intervallo di frequenza da 67 a 116 GHz, fondamentale per l’osservazione di molecole organiche complesse nelle galassie vicine, fornendo indizi su come si creano le condizioni per la vita. Fabrizio Villa (Inaf): «Una tappa che racchiude tutto il lavoro e l’impegno di anni di ricerche»