UNA DALLA CALABRIA, UNO DAL PIEMONTE E TRE DALLA PUGLIA GLI STUDENTI PREMIATI

Olimpiadi di astronomia, 5 medaglie per l’Italia

Si sono concluse oggi a Pechino le Olimpiadi internazionali di astronomia. Erano presenti 53 partecipanti da nove nazioni, divisi in tre categorie. La squadra italiana torna a casa con due medaglie d’argento e tre di bronzo. Ci racconta com’è andata la team leader Giulia Iafrate, dell’Inaf di Trieste, che ha seguito i ragazzi per tutti i nove giorni delle Olimpiadi

LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE ASTRONOMY

Quando su Venere c’era la tettonica a placche

Venere, un pianeta rovente e desolato, potrebbe aver avuto un tempo movimenti delle placche tettoniche simili a quelli che si ritiene siano avvenuti sulla Terra primordiale. La scoperta crea scenari interessanti riguardo alla possibilità di vita sul Venere primordiale, al suo passato evolutivo e alla storia del Sistema solare. Il passo successivo sarà capire quali condizioni potrebbero consentire alla Terra di rimanere abitabile

RICOSTRUITA L’ORIGINE DELLE GALASSIE ULTRACOMPATTE

Tesoro, mi si sono ristrette le galassie nane

Osservati con il Gemini North i resti in erosione di 106 galassie nane che stanno diventando nane ultracompatte: oggetti con dimensioni a metà strada fra quelle degli ammassi stellari e quelle delle galassie nane. Il risultato, pubblicato su Nature, conferma che molte galassie nane ultracompatte sono probabilmente i resti fossili di galassie nane normali private dei loro strati esterni

IL LUNGO VIAGGIO DEGLI ATOMI DI OSSIGENO

Bagliori nella notte marziana

Un team internazionale guidato da scienziati dell’Università di Liegi ha osservato, per la prima volta nel campo del visibile, l’emissione di luce sul lato notturno del pianeta Marte. I nuovi dati, acquisiti dall’orbiter Tgo dell’Esa, forniscono una migliore comprensione delle dinamiche dell’alta atmosfera del Pianeta rosso e delle sue variazioni durante l’anno. I risultati di questo studio sono stati pubblicati su Nature Astronomy

DUE DELLE TRE PROPOSTE SONO A GUIDA INAF

Esa M7, ecco le tre missioni in gara per gli anni ’30

Annunciate ieri dall’Agenzia spaziale europea le tre proposte ammesse alla “Fase A” per la selezione della settima “medium-size mission”, con lancio previsto a metà del prossimo decennio: sono M-Matisse, per lo studio dell’abitabilità e l’evoluzione di Marte, Plasma Observatory, per l’esplorazione dell’ambiente di plasma che circonda la Terra e, infine, Theseus, per l’osservazione dei lampi di raggi gamma. Con i commenti di tre dei protagonisti, Raffaella D’Amicis e Maria Federica Marcucci dell’Inaf di Roma e Lorenzo Amati dell’Inaf di Bologna

CARAVEO (INAF): “LA POLITICA SPAZIALE EUROPEA HA BISOGNO DI UNA RIVOLUZIONE”

Spazio e sostenibilità al vertice di mid-term dell’Esa

La lista dei buoni propositi per l’anno nuovo arriva a inizio novembre, all’Esa. Durante il vertice ministeriale di mid-term, che si è tenuto lunedì scorso a Siviglia, si è parlato di politiche green per lo spazio, detriti spaziali, affidamento dei lanci ai privati e si è firmato lo sblocco dei lanciatori europei Ariane 6 e Vega-C. Con un commento di Patrizia Caraveo, autrice insieme a Clelia Iacomino di “Europe in the global Space Economy”

IL RAPPORTO DEGLI ISOTOPOLOGHI COME TRACCIANTE DELLA FORMAZIONE PLANETARIA

Con l’ammoniaca, all’origine dei giganti gassosi

Sfruttando la sensibilità del Jwst, un team di ricercatori ha rilevato, nell’atmosfera di una nana bruna, varianti della molecola di ammoniaca che differiscono solo per la composizione isotopica: una porta l’azoto-14, l’altra l’azoto-15. Secondo quanto riportato su Nature, il rapporto di abbondanza delle varianti è un nuovo strumento che aiuterà a discriminare tra i diversi meccanismi di formazione dei giganti gassosi