IL LUNGO VIAGGIO DEGLI ATOMI DI OSSIGENO

Bagliori nella notte marziana

Un team internazionale guidato da scienziati dell’Università di Liegi ha osservato, per la prima volta nel campo del visibile, l’emissione di luce sul lato notturno del pianeta Marte. I nuovi dati, acquisiti dall’orbiter Tgo dell’Esa, forniscono una migliore comprensione delle dinamiche dell’alta atmosfera del Pianeta rosso e delle sue variazioni durante l’anno. I risultati di questo studio sono stati pubblicati su Nature Astronomy

DUE DELLE TRE PROPOSTE SONO A GUIDA INAF

Esa M7, ecco le tre missioni in gara per gli anni ’30

Annunciate ieri dall’Agenzia spaziale europea le tre proposte ammesse alla “Fase A” per la selezione della settima “medium-size mission”, con lancio previsto a metà del prossimo decennio: sono M-Matisse, per lo studio dell’abitabilità e l’evoluzione di Marte, Plasma Observatory, per l’esplorazione dell’ambiente di plasma che circonda la Terra e, infine, Theseus, per l’osservazione dei lampi di raggi gamma. Con i commenti di tre dei protagonisti, Raffaella D’Amicis e Maria Federica Marcucci dell’Inaf di Roma e Lorenzo Amati dell’Inaf di Bologna

CARAVEO (INAF): “LA POLITICA SPAZIALE EUROPEA HA BISOGNO DI UNA RIVOLUZIONE”

Spazio e sostenibilità al vertice di mid-term dell’Esa

La lista dei buoni propositi per l’anno nuovo arriva a inizio novembre, all’Esa. Durante il vertice ministeriale di mid-term, che si è tenuto lunedì scorso a Siviglia, si è parlato di politiche green per lo spazio, detriti spaziali, affidamento dei lanci ai privati e si è firmato lo sblocco dei lanciatori europei Ariane 6 e Vega-C. Con un commento di Patrizia Caraveo, autrice insieme a Clelia Iacomino di “Europe in the global Space Economy”

IL RAPPORTO DEGLI ISOTOPOLOGHI COME TRACCIANTE DELLA FORMAZIONE PLANETARIA

Con l’ammoniaca, all’origine dei giganti gassosi

Sfruttando la sensibilità del Jwst, un team di ricercatori ha rilevato, nell’atmosfera di una nana bruna, varianti della molecola di ammoniaca che differiscono solo per la composizione isotopica: una porta l’azoto-14, l’altra l’azoto-15. Secondo quanto riportato su Nature, il rapporto di abbondanza delle varianti è un nuovo strumento che aiuterà a discriminare tra i diversi meccanismi di formazione dei giganti gassosi

LO STUDIO PUBBLICATO OGGI SU NATURE

Una gemella della Via Lattea 11.7 miliardi di anni fa

Si pensava che le galassie a spirale barrate simili alla nostra non potessero essere osservate fino a quando l’universo non avesse raggiunto la metà della sua vita attuale. Invece, il telescopio spaziale Webb ha scoperto una galassia del tutto analoga alla nostra quando l’universo aveva appena il 15 per cento della sua età. Chiara Buttitta (Inaf): “una prova evidente che occorre rivedere gli scenari di formazione delle galassie a disco, come la Via Lattea”

DALL’AMMASSO DI GALASSIE DEL PERSEO ALLA NEBULOSA TESTA DI CAVALLO

Euclid nell’universo delle meraviglie

Mostrano stelle e galassie mai viste prima, le prime immagini scientifiche del telescopio spaziale Euclid, fornendo un banco di prova per studi che spaziano su molteplici campi dell’astrofisica, dalla formazione stellare nelle galassie nane alle code mareali degli ammassi globulari. Alla guida dei team che analizzeranno queste osservazioni, anche Leslie Hunt e Davide Massari dell’Istituto nazionale di astrofisica

SISTEMA PLANETARIO DALLA STORIA DI FORMAZIONE INUSUALE

Indagando su V1298 Tau, come Sherlock Holmes

Situato a circa 350 anni luce da noi, nella costellazione del Toro, il sistema planetario V1298 Tau potrebbe contenere – o aver contenuto in passato – un quinto pianeta massivo a sufficienza da strappare gli altri quattro dalla loro condizione risonante. È la conclusione di uno studio guidato da scienziati dell’Inaf e dell’Asi pubblicato oggi su Astronomy & Astrophysics