CERTA LA SUA META, OSCURE LE SUE ORIGINI

Fuga spericolata di una stella

Si chiama J1249+36, è una stella subnana e appartiene alla Via Lattea. Segni particolari: si muove a una velocità di due milioni di chilometri all’ora, due volte e mezzo la velocità del Sole. Si tratta di un raro esempio di stella iperveloce. Secondo gli astronomi lascerà la Via Lattea e continuerà il proprio viaggio per gli spazi intergalattici. Ignote sono attualmente le sue origini

CON UN COMMENTO DI ROBERTO OROSEI DELL’ISTITUTO NAZIONALE D’ASTROFISICA

Su Marte un lago d’interferenze costruttive

La saga del bacino d’acqua liquida nel sottosuolo del Pianeta rosso – esiste o non esiste? – si arricchisce di un nuovo capitolo, firmato questa volta dal “fronte del no”: i tre ricercatori della Cornell University che già avevano contestato la scoperta italiana hanno infatti pubblicato un nuovo studio su Science Advances nel quale mostrano come riflessi analoghi a quelli colti dal radar di Marsis possano essere prodotti da sottili strati di ghiaccio

MOSTRA PIÙ “RUGHE” LÀ DOVE È PIÙ GIOVANE

La Via Lattea come Benjamin Button

Dall’analisi dei dati della terza release della missione Gaia arriva una nuova ipotesi sull’evoluzione della nostra galassia: secondo i ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute, negli Stati Uniti, l’ultima grande collisione della Via Lattea sarebbe avvenuta almeno cinque miliardi di anni dopo rispetto a quanto ritenuto finora, con l’urto con l’ammasso della Vergine. Lo studio è stato pubblicato su Mnras

STUDIO PUBBLICATO SU NATURE GEOSCIENCE

Brina d’acqua sulle cime dei vulcani marziani

Un sottile strato di brina d’acqua riveste le cime dei vulcani marziani la mattina presto, secondo un nuovo studio basato sulle osservazioni delle due sonde europee in orbita attorno a Marte, Trace gas orbiter e Mars Express. Passerebbe quotidianamente dall’atmosfera a depositarsi sulla cima di queste vette, in un microciclo climatico locale. Con le spiegazioni di Giovanni Munaretto dell’Inaf, coautore dello studio

DATI IN OTTICO E IN BANDA X PER RIVELARE DETTAGLI SULLA SUA EVOLUZIONE

Nuovo look per l’ammasso Westerlund 1

Rilasciata una nuova immagine di Westerlund 1 – un ammasso stellare “super”, il più massiccio e più vicino alla Terra – realizzata con i dati di Chandra e Hubble. I risultati, pubblicati su Astronomy & Astrophysics, sono frutto del lavoro del progetto Ewocs, guidato da Mario Guarcello dell’Inaf di Palermo

RIDIMENSIONATO “IL BUCO NERO CON LA GALASSIA INTORNO”

A Leo I s’è ristretto il cuore

Uno studio del 2021 aveva stimato, per la massa del buco nero al centro della galassia nana Leo I, un valore enorme: oltre tre milioni di masse solari. Ora un team di astronomi dell’Istituto nazionale di astrofisica e dell’Università di Bologna, pur usando gli stessi dati, ha rivisto drasticamente al ribasso quella stima. Abbiamo intervistato il primo autore del nuovo studio, Raffaele Pascale dell’Inaf di Bologna

UNDICI BORSE DI STUDIO DELL’AGENZIA SPAZIALE EUROPEA

Giovani promesse spaziali crescono

Sono undici le borse di studio assegnate dall’Agenzia spaziale europea per finanziare i progetti scientifici di altrettanti borsisti, che potranno sviluppare le loro attività di ricerca in campo spaziale in modo indipendente in una delle sedi Esa per tre anni. Tra gli undici borsisti 2024, quattro sono italiani: Matilde Signorini, Lorenzo Speri, Domenico Trotta e Alice Borghese