LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Il deserto dei Tatooine? Tutta colpa di Einstein

Secondo uno studio guidato dalla University of California, Berkeley, all’origine dell’assenza di esopianeti attorno a coppie di stelle in orbita stretta – il cosiddetto “deserto dei Tatooine” – ci sarebbero gli effetti della relatività generale, che renderebbero le orbite planetarie instabili fino a provocare la distruzione o l’espulsione dei pianeti dal sistema

LO STUDIO GUIDATO DAL TECHNION

Raggi cosmici nell’occhio di Webb

Misurata per la prima volta in modo diretto l’azione dei raggi cosmici all’interno di una nebulosa di formazione stellare. I dati sono stati raccolti dal telescopio spaziale James Webb osservando Barnard 68, una nebulosa oscura a 400 anni luce dalla Terra. I risultati sono stati pubblicati ieri in due articoli su Nature Astronomy e The Astrophysical Journal. Fra gli autori, Marco Padovani dell’Inaf di Arcetri

AUMENTA LA POPOLAZIONE DI GALASSIE PRIMORDIALI

MoM-z14, la galassia più lontana di tutte

Il limite dell’universo osservabile si sposta un po’ più in là, con la nuova ultima scoperta del telescopio spaziale James Webb. Si tratta della galassia brillante MoM-z14, presente già 280 milioni di anni dopo il Big Bang. A confermare la distanza con dati spettroscopici è uno studio, guidato dal Kavli Institute for Astrophysics and Space Research del Mit, pubblicato nell’Open Journal of Astrophysics

UTILIZZANO I BOSONI Z COME “MARCATORI” PER LA SCIA

La zuppa primordiale era realmente “zupposa”

Per studiare lo stato della materia nei primi istanti dopo il Big Bang, i fisici di Lhc hanno ricreato gocce di plasma di quark e gluoni, facendo scontrare ioni pesanti a velocità prossime a quella della luce. In uno studio pubblicato su Physics Letters B riportano la prima prova diretta che i quark, mentre attraversano questo plasma, lasciano una scia, a conferma che il plasma si comporta come un liquido

IL COMPLESSO INDUSTRIALE NON SI FARÀ

Paranal, stop al progetto temuto dagli astronomi

Aes Andes ha annunciato che si ritirerà dal megaprogetto Inna, che si sarebbe dovuto realizzare nei pressi dell’Osservatorio Paranal. «A causa dell’ubicazione prevista», ricorda il direttore generale dell’Eso Xavier Barcons, «il progetto rappresenterebbe una grave minaccia ai cieli più bui e sereni della Terra e alle prestazioni delle strutture astronomiche più avanzate al mondo»

GRAZIE A TECNICHE DI REMOTE SENSING

Smascherando Mercurio

Un’analisi innovativa dei dati della missione Messenger ha portato all’identificazione, per la prima volta, di una firma spettrale riconducibile a minerali poveri di ferro sulla superficie di Mercurio. Lo studio, pubblicato su The Planetary Science Journal, apre nuovi scenari sulla composizione e l’evoluzione della crosta del pianeta. Ne parliamo con la prima autrice, Anna Galiano dell’Inaf di Roma

LANCIO PREVISTO NON PRIMA DELL’OTTO FEBBRAIO

La scienza di Artemis II

È sulla rampa di lancio la missione Artemis II della Nasa. Porterà quattro astronauti in orbita attorno alla Luna dopo più di cinquant’anni. Astronauti che hanno cominciato il periodo di quarantena pre-lancio e che sono stati appositamente addestrati per gli obiettivi scientifici della missione, dalla geologia del lato nascosto della Luna al monitoraggio della loro stessa salute. Con un commento di Federico Tosi dell’Inaf