In ricordo di Nino Panagia
Astrofisico noto per i suoi studi nel campo delle supernove, delle stelle massicce, del mezzo interstellare e della formazione stellare, Nino Panagia è venuto a mancare la settimana scorsa. Lo ricordano oggi su Media Inaf Massimo Della Valle, Guido De Marchi, Monica Tosi, Carla Cacciari, Sergio Campana, Salvo Scuderi e Alvio Renzini
Asteroide 2024 YR4, la storia si ripete
Un asteroide di classe Tunguska, 2024 YR4, ha una probabilità di poco superiore all’un per cento di colpire la Terra il 22 dicembre 2032. Lo abbiamo ripreso anche dall’Osservatorio di Loiano. Nel 99 per cento dei casi non accadrà niente e il tutto si risolverà con un passaggio ravvicinato alla Terra, ma gli astronomi stanno cercando di eliminare anche quell’un per cento di probabilità. Facciamo il punto della situazione
La Luna è meno morta di quel che sembra
Un team di ricercatori dello Smithsonian Institution e dell’Università del Maryland ha scoperto 266 piccole creste sulla faccia nascosta della Luna. La loro formazione, datata a 200 milioni di anni fa, potrebbe essere legata all’attività sismica lunare. Studiare la geologia del nostro satellite è fondamentale per le future missioni spaziali sul nostro satellite
Ragnatela cosmica, ecco le immagini in HD
Grazie a uno studio guidato dall’Università di Milano-Bicocca, sono state ottenute le prime immagini del filamento cosmico – risalente a quando l’universo aveva solo due miliardi di anni – che unisce due galassie in formazione. Alla ricerca ha preso parte anche Valentina D’Odorico dell’Inaf di Trieste. Il risultati sono stati pubblicati su Nature Astronomy
Nei campioni di Bennu gli ingredienti della vita
Analizzando i campioni dell’asteroide Bennu portati sulla Terra dalla missione della Nasa Osiris-Rex, i ricercatori hanno trovato una grande varietà di molecole organiche e di altre sostanze la cui presenza potrebbe contribuire a fare luce sull’origine della vita. I risultati sono stati pubblicati oggi in due articoli su Nature e Nature Astronomy. Con un commento di John Brucato dell’Inaf di Arcetri
Così è la Via Lattea, relativisticamente parlando
Con l’arrivo della terza release di dati di Gaia, un gruppo di astrofisici dell’Inaf di Torino ha continuato un lavoro cominciato più di quattro anni fa: descrivere i moti delle stelle della nostra galassia utilizzando un approccio strettamente general-relativistico. Un’idea che non necessiterebbe della presenza di materia oscura, almeno in questo contesto. L’intervista a Mariateresa Crosta, coautrice dei due articoli pubblicati lo scorso anno






