Rosetta, ultimi dati prima dell’impatto
Sono passati due mesi e mezzo da quando la sonda dei record ha toccato la superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, terminando per sempre la sua straordinaria missione. Molti strumenti hanno funzionato fino alla fine, tra cui quelli italiani. Ecco gli ultimi dati raccolti dai ricercatori nelle ultime ore di volo
Galassie minispirali, oltre il modello standard
L’analisi statistica delle galassie a mini-spirale mostra che esiste un’interazione inaspettata fra materia oscura e materia ordinaria. Secondo uno studio SISSA appena pubblicato su MNRAS, questi oggetti potrebbero rappresentare dei veri “portali” per entrare in una fisica del tutto nuova, in grado di spiegare fenomeni come la materia oscura e l’energia oscura
Il cielo che ci cade sulla testa
Il cielo che ci cade sulla testa, edito da Il Mulino, racconta come il rischio di impatto asteroidale sulla Terra sia costantemente monitorato da scienziati e astronomi nel mondo e come sia possibile migliorare la qualità della prevenzione da impatto. L’autore è Ettore Perozzi, altrimenti chiamato Asteroide 10027, che abbiamo intervistato
Al via il sistema di navigazione Galileo
Il 15 dicembre 2016 la Commissione Europea ha formalmente annunciato l’avvio della fornitura dei servizi iniziali di Galileo, il sistema satellitare di navigazione europeo. È il primo passo verso la piena capacità operativa, da raggiungere nel 2020, ma già ora si può ricevere il segnale con gli apparecchi compatibili
La più accurata mappa in 3D dell’Universo
Nel corso di otto anni il team internazionale del progetto VIPERS (VIMOS Public Extragalactic Redshift Survey), coordinato da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha osservato e analizzato 90 mila galassie con lo spettrografo VIMOS installato al Very Large Telescope (VLT) dell’ESO. Risultato? La più estesa ed accurata mappa tridimensionale dell’universo lontano mai realizzata
Vortice ventoso attorno alla giovane stella
Ricercatori danesi, grazie al radiotelescopio ALMA dell’ESO, hanno scoperto che la nascita di protostelle è associata con fuoriuscite di gas molecolare. La creazione di questi venti permette alle stelle di accumulare materiale dal disco protostellare in modo da formare eventualmente altri oggetti, come i pianeti






