GLI STRUMENTI VIS E NISP COLLAUDATI E INTEGRATI NEL PAYLOAD

Euclid, raggiunta un’altra pietra miliare

Superati con successo i test di verifica e collaudo, i due strumenti che insieme al telescopio compongono il carico scientifico della missione Euclid dell’Esa – il Visible Instrument e il Near Infrared Spectro-Photometer – sono ora integrati all’interno del payload. «Il completamento dell’integrazione marca una pietra miliare della missione», dice a Media Inaf Luca Valenziano, responsabile scientifico Inaf per Euclid e operation manager dello strumento Nisp

     22/12/2020
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Rendering del payload module. La struttura è costituita da due unità: un cilindro deflettore, che fornisce supporto e protezione al telescopio; e da una base per l’ancoraggio e la protezione dei due strumenti scientifici, la fotocamera a luce visibile (Vis), e la fotocamera / spettrometro nel vicino infrarosso (Nisp) di cui la missione Euclid è dotata. Crediti: Airbus Defense & Space

Importante avanzamento per la missione dell’Agenzia spaziale europea Euclid, che raggiunge un altro traguardo: i due strumenti scientifici della missione, il Visual Imager (Vis) e il Near Infrared Spectrometer and Photometer (Nisp), realizzati anche con il contributo italiano dell’Istituto nazionale di astrofisica, dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e dell’Agenzia spaziale italiana, hanno superato con successo la qualification and acceptance review, ovvero i test di  verifica e collaudo, e sono ora integrati all’interno del Payload Module, la struttura di supporto e protezione del telescopio e dei due strumenti scientifici in questione.

Euclid è la missione M2 dell’Esa dedicata allo studio dell’energia e della materia oscura. Fa parte del programma Cosmic Vision e dovrebbe essere lanciata nel 2022  dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, a bordo di un vettore Soyuz ST 2-1b, che posizionerà il telescopio su un’orbita di trasferimento dalla quale si dirigerà verso la sua orbita operativa, il secondo punto di Lagrange del sistema Sole-Terra (L2), a un milione e mezzo di km dalla Terra. Da questa posizione, durante i sei anni di missione – questo il periodo nominale – Euclid osserverà miliardi di galassie, consentendo agli scienziati di ricostruire 10 miliardi di anni di storia cosmica, da prima che l’espansione dell’universo iniziasse ad accelerare fino a oggi.

Per farlo utilizzerà un telescopio in configurazione Korsch a tre specchi e i due strumenti scientifici che, come detto, hanno superato i test di verifica e collaudo e sono ora racchiusi nel payload: Vis, l’occhio capace di osservare nel visibile (sarà una delle più grandi fotocamere nello spazio) e Nisp, l’occhio sensibile al vicino infrarosso, che lavorando in sinergia con Vis sarà fondamentale per misurare le forme e le distanze della miriade di galassie osservate.

Vista dal basso del payload module della missione Euclid, con indicata la posizione degli strumenti Vis e Nisp. Crediti: Airbus Defence and Space – Toulouse

«Il completamento dell’integrazione degli strumenti marca una pietra miliare della missione: i gruppi scientifici, le istituzioni di ricerca e l’industria italiana salutano con orgoglio questo loro “figlio” che si avvia alla vita adulta, alla scoperta dei misteri dell’universo oscuro che contribuirà a svelare», dice a Media Inaf Luca Valenziano, primo ricercatore all’Istituto nazionale di astrofisica, responsabile scientifico Inaf per Euclid e operation manager dello strumento Nisp. «Il payload – cioè il telescopio e gli strumenti – sarà sottoposto nei prossimi mesi ai test operativi, raffreddato in una grande camera criogenica a simulare le condizioni che incontrerà nello spazio. Questo ci permetterà di verificare la performance di Euclid prima della fase finale della costruzione, che culminerà con il lancio nel 2022».

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