LA SONDA NASA SI TUFFA NELL’ATMOSFERA MARZIANA

MAVEN completa la prima immersione

MAVEN, la missione NASA che indaga l’atmosfera marziana per capire quale sia stata la sua evoluzione e quale sia il suo attuale stato, ha completato la prima campagna di raccolta dati, effettuata attraversando l’atmosfera del pianeta rosso, fino a spingersi ad una distanza di soli 125 chilometri dalla sua superficie

In questa immagine un’impressione d’artista del modulo MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution) della NASA Credits: NASA's Goddard Space Flight Center

In questa immagine un’impressione d’artista del modulo MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution) della NASA
Credits: NASA’s Goddard Space Flight Center

È stata completata con successo la prima manovra di ‘immersione’ programmata per permettere alla sonda MAVEN di raccogliere dati sullo stato superiore dell’atmosfera marziana da una distanza ravvicinata.

«Le usuali mappature sono in grado di effettuare misurazioni da una distanza che si aggira tra i 150 e i 6.200 chilometri dalla superficie», dice Bruce Jakosky, principal investigator di MAVEN presso i Laboratori per lo studio della Fisica Spaziale dell’Università del Colorado, «Nel corso della campagna che definiamo di ‘immersione profonda’ raggiungiamo il punto più basso dell’orbita, il periapside, che dista dalla superficie circa 125 chilometri, in questo modo riusciamo a raccogliere dati attraverso l’intera atmosfera superiore del pianeta».

I soli 25 chilometri che differenziano la distanza analizzata nelle misurazioni normali e quella fatta con la manovra di immersione profonda potrebbero sembrare una differenza esigua, in realtà la densità dell’atmosfera è dieci volte maggiore alla distanza ravvicinata rispetto a quella che può essere analizzata a 150 chilometri dalla superficie di Marte.

Questa prima campagna di indagine ravvicinata è avvenuta tra il 10 ed il 18 febbraio. I primi tre giorni sono serviti a raggiungere la quota del periapside, durante gli altri cinque giorni la sonda ha orbitato per circa 20 volte a quell’altitudine attorno a Marte, che nel frattempo a sua volta ruotava su se stesso mentre veniva scandagliato, permettendo una campionatura globale dell’atmosfera attorno al pianeta.

La manovra si è aperta con gli ingegneri del team di ricerca impegnati nella delicata operazione di spingere la sonda fino al raggiungimento del periapside, senza andare però troppo a fondo nell’atmosfera, per cui la manovra è stata effettuata con tre accensioni differenziate dei razzi motore, che hanno permesso di raggiungere la quota desiderata a piccoli passi e con estrema dolcezza.

«Non volevamo assolutamente mettere a repentaglio l’integrità della sonda» aggiunge Jakosky «pur volendo raggiungere la quota più bassa possibile», infatti, nonostante a tali altitudini l’atmosfera sia piuttosto rarefatta, è comunque abbastanza spessa da creare un attrito che potrebbe arrivare a danneggiare la sonda e la strumentazione di bordo.

Al termine della campagna di misurazione profonda due manovre hanno riportato  MAVEN all’usuale posizione tenuta per le normali operazioni scientifiche. I dati che sono stati raccolti saranno analizzati nel corso delle prossime settimane e messi a sistema con quelli raccolti durante le ‘normali’ operazioni di mappatura, in modo da riuscire ad avere un’immagine completa dello stato dell’atmosfera marziana e dello processo di deterioramento che la interessa.

Uno dei principali obiettivi della missione MAVEN è infatti quello di capire il processo che ha portato e porta i gas atmosferici a disperdersi nello spazio, e come tale processo abbia influito sui cambiamenti climatici che hanno interessato il pianeta. I gas dispersi si ‘staccano’, per così dire dagli stati più esterni dell’atmosfera, mentre sono quelli più interni e densi che influenzano maggiormente l’andamento del clima.

Grazie alla missione MAVEN, attraverso lo studio sia delle regioni atmosferiche più esterne, sia di quelle più interne, si vuole tentare di comprendere meglio quali siano i meccanismi di interazione tra le diverse regioni.