PRIMA ALL-SKY SURVEY DEL RADIOTELESCOPIO

Tutto il cielo di LOFAR

Ormai quasi completato, il radiotelescopio LOFAR inizia a lavorare sul serio. Annunciato l’avvio della prima scansione dell’intera volta celeste e la prossima apertura delle osservazioni alla comunità internazionale.

Antenne della stazione LOFAR di Exloo (Olanda) Crediti: Megan Argo

E’ stato definito un radio telescopio rivoluzionario, il più grande e il più complesso mai costruito. Ma sicuramente fra le sue caratteristiche c’è quella di essere meno appariscente dei suoi consimili, formati da grandi antenne paraboliche. Infatti LOFAR (Low Frequency Array) è costituito da una miriade (oltre 20.000) di piccole antenne concentrate in più di 50 stazioni disseminate in diverse nazioni del Nord Europa. Si tratta di un radio telescopio totalmente digitale: non ci sono parti in movimento e il puntamento della zona di cielo prescelta avviene elettronicamente. Tutte le antenne di LOFAR sono collegate in rete mediante fibre ottiche ad altissima velocità e i loro segnali affluiscono a un calcolatore IBM BlueGene/P, un supercomputer che provvede a combinare tali segnali per ottenere un radio telescopio virtuale con un’area di raccolta grande quanto 12 campi da calcio e una risoluzione equivalente a quella di un telescopio di 1.000 km di diametro. Le peculiari caratteristiche di LOFAR consentono, tra l’altro, di sorpassare in parte alcuni limiti tipici delle osservazioni con i radio telescopi classici, come le interferenze radio e la variabilità della ionosfera terrestre.

La radio galassia Cygnus A vista da LOFAR a 240 MHz. Si notano i getti di plasma emessi dal nucleo attivo estendersi ben oltre la porzione stellare della galassia prima di interagire violentemente con il mezzo interstellare. Crediti: J. McKean and M. Wise, ASTRON

Ideato e gestito dall’Istituto di radioastronomia olandese ASTRON, questo innovativo strumento è destinato a esplorare l’Universo nelle lunghezze d’onda tra i 2 e i 20 metri, una banda finora inaccessibile agli astrofisici, che attendono dunque con ansia l’entrata in funzione a pieno regime di LOFAR. Ma la loro attesa non sarà ancora lunga. E’ stata infatti annunciata ieri, al 219° meeting della American Astronomical Society, la possibilità di fare richiesta di tempo di osservazione con questo radio telescopio a partire dal prossimo maggio. E, ancora più importante, è stato annunciato il formale avvio della prima scansione completa di tutto il cielo, il necessario passo iniziale verso quello che rappresenta il principale obbiettivo scientifico di LOFAR, ovvero la mappatura del cielo radio a sensibilità e risoluzioni angolari mai raggiunte a queste basse frequenze.

“In effetti LOFAR apre una finestra di osservazione dell’Universo tutta nuova, e questo promette importanti scoperte e soprattutto molte sorprese”, commenta Gian Franco Brunetti dell’INAF-Istituto di Radioastronomia e coordinatore della partecipazione scientifica italiana a LOFAR. “La fase di commissioning ha già prodotto nuovi risultati scientifici, in qualche caso delle vere e proprie sorprese, ora in fase di pubblicazione. Oggi possiamo dire che il radiotelescopio nella sua piena operatività potrà raggiungere le sensibilità che speravamo, permettendo di fare un balzo in avanti in diversi campi dell’astrofisica moderna.”

Il coinvolgimento dell’INAF va oltre la partecipazione puramente scientifica. E’ infatti allo studio da tempo la possibilità di acquisire una stazione LOFAR da installare ex-novo sul territorio italiano e, al contempo, l’Istituto di Radioastronomia è coinvolto in test osservativi che combinano il grande radiotelescopio Croce del Nord, a Medicina (BO), e alcune stazioni LOFAR. In attesa di reperire i necessari fondi, non resta che entusiasmarsi per le grandi qualità che LOFAR sta già dimostrando.

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