PLATO: SUPERATI CON SUCCESSO I PRIMI TEST

34 occhi alla ricerca di mondi abitabili

Effettuati con successo i primi test su un prototipo di telescopio dei 34 che andranno a comporre gli occhi della missione dell'ESA PLATO. Rilevante il contributo italiano e dell'INAF in particolare.

Sono stati completati con successo i primi test su un prototipo dei 34 telescopi diPLATO, una missione dell’ESA in fase di progettazione e dedicata alla scoperta di pianeti attorno ad altre stelle e allo studio della loro struttura interna.

“Abbiamo montato ed allineato il telescopio nei nostri laboratori, misurato la qualità dell’immagine prima e dopo averlo sottoposto agli stress che subirà durante il lancio ed alle condizioni in cui si troverà nello spazio” dice Demetrio Magrin dell’Osservatorio Astronomico di Padova dell’INAF che ha definito le forme delle sei lenti che lo compongono.

È stata una esperienza avvincente” conferma Valentina Viotto dottoranda dell’Università degli Studi di Padova che, assieme ad altri, compone il cosidetto Team del Telescope Optical Unit, il nome dato ad ogniuno dei 34 “occhi” che scruteranno il cielo alla ricerca di mondi dove lo sviluppo della vita potrebbe essere possibile.

“In questo team che raggruppa ricercatori delle sedi INAF di Brera, Catania, Padova e Roma, c’è un grande entusiasmo – aggiunge Isabella Pagano, manager del progetto – che nasce dalla consapevolezza di contribuire in modo sostanziale a un progetto internazionale che coinvolge più di 400 scienziati in 17 paesi, su cui sono riposte le aspettative della comunità scientifica interessata allo studio dei pianeti attorno ad altre stelle”. “Siamo orgogliosi di avere nel nostro gruppo giovani estremamente motivati e con competenze che ci vengono invidiate all’estero” aggiunge Roberto Ragazzoni, a capo del team.

PLATO, Planetary Transits and stellar Oscillations, è un satellite, tecnologicamente molto sofisticato, composto da una batteria di piccoli telescopi ma con un enorme campo di vista, in grado di osservare per la prima volta contemporaneamente immense zone di cielo, con l’ambizione di trovare il primo pianeta “abitabile” simile al nostro.

Una volta lanciato PLATO sorveglierà un milione di stelle per sei anni e fra queste individuerà certamente mondi alieni che per dimensioni, composizione e temperatura possano permettere lo sviluppo della vita, in modo da poi potere concentrare su queste lo sforzo dei tanti telescopi spaziali ed a terra.

La partecipazione Italiana al progetto PLATO è finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana e coordinata dal Prof. Giampaolo Piotto dell’Università di Padova.

Il comunicato dell’Università di Padova