LA SONDA DELL'ESA SI PREPARA ALL'ULTIMA TAPPA

Rosetta va in letargo

31 mesi ancora di viaggio nel suo decennale cammino, per la sonda Rosetta e il lander Philae, che la mattina del 20 gennaio 2014 raggiungeranno finalmente l'obiettivo: la cometa Churyumov-Gerasimenko. La distanza della sonda dal Sole impedisce l'accumulo di energia dai pannelli, per cui si spegne tutto, tranne il computer e i riscaldatori, alimentati dal vento solare.

La sonda Rosetta si prepara ad un lungo letargo. La sonda dell’Agenzia Spaziale Europea, con a bordo il lander Philae, sarà messa in sonno a partire dal prossimo 8 giugno e affronterà in letargo i 31 mesi che ancora compongono il tratto finale del suo decennale viaggio verso la cometa Churyumov-Gerasimenko, distante quasi un miliardo di chilometri dalla Terra.

Tutti i sistemi e le strumentazioni a bordo della sonda sono stati verificati e sembrano funzionare perfettamente. Ora il centro operativo dell’ESA di Darmstadt in Germania, si prepara all’ultimo comando in vista del rendez vous con la Cometa 67-P, quello per mettere la sonda in modalità ibernazione.

Verranno spenti quasi tutti I sistemi di controllo di volo compreso il sistema di telecomunicazioni mentre la maggior parte della strumentazione scientifica, che ha autonoma fonte energetica, è stata spenta durante I primi quattro mesi di quest’anno.

La sonda, che ha raggiunto una distanza di 400 milioni chilometri dal Sole, battendo ogni record per una sonda a sola energia solare, e che doppierà tale distanza nel proseguo del suo cammino, non potrà contare più sul Sole, per questo è necessario metterla a riposo, perché abbia energia sufficiente a compire fino in fondo la sua ambiziosa missione.

Il solo strumento che sarà tenuto operativo è il computer di bordo e alcuni riscaldatori che saranno sostenuti energicamente dal vento solare, accendendosi periodicamente onde evitare che la sonda si congeli bloccandosi a causa di un viaggio che la porterà ad una enorme distanza dalla nostra stella madre e si compirà a gennaio 2014.

Dall’8 giugno, la sonda tacerà fino alle 11.00 (ora italiana) del 20 gennaio 2014, quando si sveglierà e dopo sette ore dal suo risveglio, trasmetterà un segnale a Terra, a conferma di essersi destata e che tutti i sistemi abbiano ripreso a funzionare.

Notevole è il contributo italiano alla missione, sia per l’orbiter che per il lander. Tramite l’Agenzia spaziale Italiana,  contribuiscono alla missione diversi istituti e centri di ricerca universitari, tra cui l’INAF.

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