ANCHE NELLA PARTE ALTA DELL’ATMOSFERA

Si sente l’effetto della primavera su Marte

«L’aver individuato un chiaro collegamento tra gli strati superiore e inferiore della ionosfera di Marte è un risultato molto importante per la missione del radar Marsis», commentano Marco Cartacci, Andrea Cicchetti e Raffaella Noschese dell’Inaf di Roma, tra gli autori di un nuovo studio sulle dinamiche atmosferiche marziane basato su dati dello strumento a bordo della sonda europea Mars Express

NUOVA INDAGINE PER LA EXPEDITION 56

Giardini chimici nello spazio

Gli astronauti della Expedition 56 a bordo della Iss stanno coltivando un giardino chimico per comprendere meglio l’impatto della gravità sulla crescita dei nanotubi. Mentre sulla Terra i colorati giardini chimici nei quali i cristalli crescono liberamente in ogni forma e colore, tendono a svilupparsi verso l’alto, ci si aspetta che a bordo della Stazione spaziale, in condizioni di microgravità, la crescita sia completamente diversa

L’IMPACT FACTOR SUPERA QUELLO DI MNRAS E APJ

Astronomy & Astrophysics compie 50 anni

Fondata nel maggio del 1968, la rivista scientifica europea dell’astronomia festeggia il mezzo secolo con un impact factor stellare: 5.57. Ce ne parla uno dei tre editor italiani, Sergio Campana, dirigente di ricerca all’Inaf di Brera

PIANETI DIVORATI SOTTO GLI OCCHI DI CHANDRA

Radiografia di un pasto stellare

Osservazioni ai raggi X della stella RW Aur A, nella costellazione del Toro, potrebbero spiegare il misterioso oscuramento periodico della stella come il risultato di successivi pasti a base di resti di giovani pianeti che si sono scontrati nelle sue vicinanze. Lo studio su The Astronomical Journal

DIECI ANNI DI RIVOLUZIONE CON 54 ORE DI TRANSITO

Nuovo metodo per i cacciatori di pianeti

Una nuova tecnica, sviluppata dai ricercatori dell’università di Ginevra, potrebbe consentire di trovare, nel giro di pochi mesi, pianeti con periodi di rivoluzione fino a diversi anni. Il metodo è descritto nella rivista Astronomy & Astrophysics

QUANDO L’UNIVERSO AVEVA UN MILIARDO DI ANNI

Scoperta la radiogalassia più lontana

Si tratta di una radiogalassia ad alto redshift, cioè davvero molto distamte. Essendo oggetti rari e difficili da localizzare, gli esperti hanno quindi bisogno di effettuare osservazioni radio che coprano grandi aree di cielo. Lo studio è in uscita su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

GALACSI E MUSE, COMBINAZIONE VINCENTE

Il Vlt s’è rifatto le lenti

Prima luce per la nuova modalità di ottica adattiva, chiamata “tomografia laser”, del Very Large Telescope dell’Eso. Il nuovo sistema ha consentito di ottenere da terra immagini di prova straordinariamente nitide – più di quelle che riesce ad acquisire Hubble dallo spazio – del pianeta Nettuno, di alcuni ammassi di stelle e di altri oggetti.