IN UNA FRAZIONE DI SECONDO

Individuata dall’Australia l’origine di un Frb

Pubblicati su Science i risultati ottenuti con il radiotelescopio australiano Askap, che ha localizzato per la prima volta il punto esatto di partenza di un lampo radio veloce non ripetitivo: proviene dalla periferia di una galassia di dimensioni simili a quelle della Via Lattea a circa 3,6 miliardi di anni luce di distanza da noi

LONGOBARDO, ZAMBON, OROSEI E BELLONI

Incontri spaziali fra Berna e Pechino

Corpi rocciosi, attività cometaria, Marte e buchi neri. Su 32 progetti selezionati dall’Issi – istituto di studi avanzati nato per favorire il lavoro di interpretazione dei dati raccolti da missioni spaziali da parte di team internazionali – sono 4 quelli coordinati da ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica

LO STUDIO SU NATURE COMMUNICATIONS

Quel cianuro che dà la vita

Analizzando la composizione chimica di alcune meteoriti, è stato trovato cianuro legato a monossido di carbonio e ferro: una struttura straordinariamente simile a quella che si incontra nei cosiddetti siti attivi delle idrogenasi, enzimi che forniscono energia ai batteri

SGUINZAGLIATO UN ALGORITMO CHE LI INDIVIDUA

A caccia di gioviani con l’intelligenza artificiale

I ricercatori della Southwest Research Institute hanno ideato un bot per cercare pianeti gemelli di Giove, che a loro volta potrebbero favorire la presenza di pianeti rocciosi più interni e magari abitabili. L’algoritmo sfrutta le informazioni sulla composizione chimica delle stelle, cercando le firme di elementi come carbonio, ferro, ossigeno e sodio

LO STUDIO SU NATURE ASTRONOMY

Un campione stellare di pesi massimi

In un ammasso aperto della nostra galassia è stata scoperta una nebulosa planetaria la cui stella progenitrice aveva una massa di 5.5 masse solari, un peso massimo tra le stelle all’origine delle nebulose planetarie. I risultati confermano le previsioni teoriche secondo cui stelle di massa superiore alle 5 masse solari possono formare nebulose planetarie, ricche di azoto

RETRODATATA L’EPOCA DEI GRANDI IMPATTI

Marte: 4.5 miliardi di anni di relativa tranquillità

Uno studio condotto dalla Western University (Canada) su meteoriti marziane, pubblicato ieri su Nature Geoscience, anticipa di qualche centinaia di milioni di anni l’epoca in cui sul Pianeta rosso potrebbero essere comparse le condizioni per il potenziale sviluppo della vita: 4.48 miliardi di anni fa, quando ebbe termine il cosiddetto intenso bombardamento tardivo

UN NAVIGATORE “GPS” PER LO SPAZIO PROFONDO

Il Deep Space Atomic Clock è in orbita

Sei microsatelliti per il monitoraggio della Terra, un prototipo di motore verde per sonde interplanetarie, un veliero spaziale e un orologio atomico così preciso da consentire, in futuro, la navigazione autonoma nello spazio profondo: è questo il carico ultratecnologico lanciato oggi da Cape Canaveral