SU NATURE I RISULTATI DELLO STUDIO

Raro sguardo al suolo d’un mondo roccioso

La camera infrarossa Irac a bordo dell’osservatorio spaziale Spitzer della Nasa ha misurato la temperatura di quello che sembra essere il pianeta più piccolo per il quale gli scienziati hanno usato la luce proveniente dalla sua superficie per studiarne l’atmosfera. Lhs 3844b orbita in 11 ore attorno alla sua stella madre, una stella nana di tipo M a 48.6 anni luce dalla Terra, molto probabilmente non ha atmosfera e si presume sia ricoperto da roccia lavica scura

VULCANO IN ERUZIONE E NUBI LENTICOLARI

Nello spazio tra le nuvole, l’Etna incanta la Nasa

Di nuovo una fotografia spettacolare firmata da Dario Giannobile. E di nuovo la Sicilia protagonista. L’immagine astronomica del giorno – la cosiddetta Apod – dell’agenzia spaziale statunitense mostra un fenomeno atmosferico surreale su uno sfondo mozzafiato

È LA PRIMA SUPERNOVA A INSTABILITÀ DI COPPIA OSSERVATA

Mai s’era vista esplodere una stella così grande

Con una massa pari a 200 volte quella del Sole, è la stella più massiccia fino a oggi conosciuta distrutta da un’esplosione di supernova a instabilità di coppia. L’oggetto sfida gli attuali modelli di evoluzione delle stelle massicce e fornisce preziose informazioni sulla morte delle prime stelle nell’universo. Tutti dettagli su ApJ

SEGNALE PRODOTTO A 780 MILIONI DI ANNI LUCE DA NOI

Buco nero e stella di neutroni, fusione avvenuta?

Lo scorso 14 agosto gli interferometri per onde gravitazionali hanno rivelato un segnale molto intenso – S190814bv – che, stando alle masse in gioco, potrebbe aver avuto origine dalla fusione fra un buco nero e una stella di neutroni. Fino a ora, però, nessun telescopio da terra o dallo spazio ha osservato una controparte elettromagnetica dell’evento

NUOVI INDIZI SUL PASSATO CATACLISMICO DELLA TERRA

Migrazioni violente: quando partirono i giganti

Una nuova ricerca suggerisce che la migrazione dei pianeti giganti del Sistema solare sia avvenuta 600 milioni di anni prima di quanto finora ipotizzato. I risultati dello studio, pubblicato su Astrophysical Journal, potrebbero fornire agli scienziati indizi preziosi su quando sarebbe emersa per la prima volta la vita sulla Terra

FOTORITRATTO PER NGC 2022

Bubble Hubble

Il telescopio spaziale Hubble cattura una nebulosa planetaria nella costellazione di Orione. Una bolla di gas luminescente che custodisce al suo interno una stella nella fase di gigante rossa, sorgente della luce ultravioletta che illumina questo scatto

VITA SULLA TERRA

Tutta colpa delle condriti carbonacee

Acqua in abbondanza, sostanze volatili e selenio. Secondo una ricerca guidata da geochimici dell’Università di Tubinga, è solo grazie agli asteroidi provenienti dal Sistema solare esterno, piovuti sul nostro pianeta fra 4.5 e 3.9 miliardi di anni fa, che possiamo dirci “vivi”. La Terra è un minestrone di ingredienti spaziali