ELIMINATA IPOTESI DI EROSIONE EOLICA

Il metano marziano non viene scavato dal vento

Una nuova ricerca a guida britannica ha preso in considerazione la quantità di metano intrappolato nelle rocce marziane che si potrebbe liberare in atmosfera in seguito all’azione del vento, calcolando che è assolutamente insufficiente a spiegare le seppur modeste concentrazioni rilevate

Namib Dune, Gale Crater, Marte.
Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Msss

Un gruppo di ricerca principalmente britannico ha pubblicato su Scientific Reports uno studio in cui, per la prima volta, si quantifica la possibile produzione di metano indotta dall’abrasione eolica delle rocce.

Secondo gli autori del nuovo studio, è altamente improbabile che i livelli di metano rilevati nell’atmosfera di Marte possano essere prodotti dall’erosione del vento sulle rocce, con conseguente rilascio di metano intrappolato in inclusioni di fluidi e fratture nel basalto della superficie marziana.

Non si sa ancora come venga generato il metano rilevato su Marte. Le fonti prese in considerazione includono meccanismi quali irradiazione ultravioletta di materia organica derivata da meteoriti, reazioni idrotermali con olivina, degradazione organica per impatto di meteoroidi, rilascio di gas da composti idrati. Oppure produzione biologica, che sarebbe naturalmente la più interessante.

«Ci siamo resi conto che una potenziale fonte di metano, che non era mai stata presa in considerazione con sufficiente attenzione, è rappresentata dall’erosione del vento, che rilascia i gas intrappolati nelle rocce», racconta Jon Telling, geochimico della Newcastle University, frag li autori del nuovo studio. «Usando i dati disponibili, abbiamo stimato i tassi di erosione sulla superficie di Marte e quanto questo fenomeno potrebbe essere importante nel rilascio di metano. E tenendo conto di tutto ciò, abbiamo scoperto che era molto improbabile che fosse la fonte».

Finanziata dall’Agenzia spaziale britannica, la ricerca ha utilizzato nuovi dati assieme ad altri precedentemente pubblicati per considerare il probabile contenuto di metano di diversi tipi di roccia e la relativa capacità di produrre livelli misurabili di metano quando erose.

I calcoli hanno evidenziato che per produrne una quantità rilevabile nell’atmosfera marziana il contenuto in metano di tutti i gas intrappolati nelle rocce avrebbe dovuto essere simile a quello dello scisto bituminoso più ricco di idrocarburi sulla Terra: uno scenario che può eufimisticamente essere definito come altamente improbabile.

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