Tess cattura il pasto di un buco nero
Per la prima volta, il satellite Tess della Nasa ha osservato un buco nero distruggere una stella durante un evento di distruzione mareale, già nelle sue prime fasi. Le osservazioni di follow-up condotte da osservatori a Terra e dallo spazio hanno prodotto l’immagine più dettagliata di sempre dei primi momenti di uno di questi eventi catastrofici. Lo studio è stato pubblicato su The Astrophysical Journal
Nel mondo deforme di un buco nero
Una nuova visualizzazione animata di un buco nero, prodotta dal Goddard Space Flight Center della Nasa, illustra in modo stupefacente come la gravità estrema del buco nero sia in grado di distorcere ciò che stiamo guardando, deformando l’ambiente circostante come se fosse visto attraverso uno specchio del luna park
Aria pesante sull’esopianeta? Te lo dice Harps-N
Scoperto da un team di ricercatori in gran parte dell’Inaf un nuovo effetto che l’atmosfera di un esopianeta molto caldo può indurre sulla misura della velocità radiale della stella madre durante il transito planetario. Tale effetto, individuato grazie alle osservazioni del Telescopio nazionale Galileo dell’Inaf, potrà permettere di rivelare in modo diretto la presenza di elementi pesanti come il ferro nelle atmosfere di altri pianeti extrasolari estremamente caldi
La porta delle comete
Studiando il particolare centauro 29P / Schwassmann-Wachmann 1, è stato scoperto il varco delle comete verso il Sistema solare interno. I centauri che attraversano questa regione, chiamata gateway, rappresentano la sorgente di oltre i due terzi di tutte le comete della famiglia di Giove. Tutti di dettagli della scoperta su The Astrophysical Journal Letters
Trafitta da un lampo radio, ed è subito luce
Gli astronomi che utilizzano il Very Large Telescope dell’Eso hanno osservato per la prima volta un lampo radio veloce attraverso un alone galattico. L’enigmatica esplosione di onde radio cosmiche è passata quasi indisturbata, suggerendo che l’alone abbia una densità sorprendentemente bassa e un campo magnetico debole.
Gj 3512b, l’esopianeta che sfida le teorie
Un gigantesco esopianeta simile a Giove in una posizione improbabile, quantomeno secondo il modello di formazione planetaria più accettato. È la scoperta fatta da un team di scienziati analizzando i dati della survey Carmenes. Tra i coautori dell’articolo, pubblicato oggi sulla rivista Science, c’è anche Luigi Mancini, dell’Università di Roma Tor Vergata e associato Inaf. Lo abbiamo intervistato






