Maven sulle tracce dell’atmosfera perduta di Marte
Grazie a cinque anni di dati raccolti dalla sonda spaziale Maven della Nasa, è stato possibile creare una mappa delle correnti elettriche che fluiscono nell’atmosfera marziana. Svolgendo un ruolo fondamentale nella perdita dell’atmosfera, queste correnti hanno contribuito a trasformare il Pianeta rosso da mondo potenzialmente adatto alla vita a deserto inospitale. Tutti i dettagli su Nature Atronomy.
Osservata con pSct la Nebulosa del Granchio
Il telescopio pSct – il più grande telescopio Schwarzschild-Couder, un prototipo dell’osservatorio di prossima generazione Cta – ha osservato la sua prima sorgente gamma, proveniente dalla Nebulosa del Granchio. Questo risultato, fondamentale per i futuri sviluppi di Cta, è stato possibile grazie a soluzioni tecnologiche innovative sviluppate in Italia dall’Inaf e dall’Infn
Troppo pulito per i pianeti: il cuore di Westerlund 2
Osservazioni compiute con Hubble di un giovane ammasso stellare della Via Lattea hanno evidenziato come nelle regioni centrali i dischi che circondano le giovani stelle siano privi delle dense nubi di polveri che danno origine – su tempi scala di qualche milione di anni – ai pianeti. Media Inaf ha intervistato la prima autrice dello studio, Elena Sabbi dello Space Telescope Science Institute di Baltimora
Due eclissi in arrivo
Doppio appuntamento con l’eclissi nel mese di giugno, una di Luna e una di Sole. Entrambe però non saranno particolarmente spettacolari e quella di Sole sarà appena visibile solo nell’Italia meridionale. I consigli per osservarle, insieme ai principali fenomeni, costellazioni e pianeti che potremo ammirare semplicemente a occhio nudo
Piccole ma con macchie enormi: ecco le stelle Padua
Un team di astronomi guidato da ricercatori dell’Inaf ha portato alla luce la strana presenza di gigantesche macchie su un particolare tipo di stelle estreme, più piccole del Sole, ma molto più calde e antiche. Macchie che possono arrivare ad essere tremila volte più grandi di quelle che si osservano sul Sole e occupare fino a un quarto delle superfici stellari. I risultati sono pubblicati su Nature Astronomy
Solar Orbiter nella coda della cometa Atlas
Solar Orbiter, la sonda dell’Esa diretta verso la nostra stella, sta incrociando in questi giorni le code della cometa Atlas: ieri e oggi la coda di particelle cariche e il 6 giugno quella di polveri. Un’occasione imperdibile per ottenere dati unici. Quattro degli strumenti scientifici della sonda sono già pronti a coglierla






