Dati antichi per occhi nuovi: la parallasse di Vega
Analizzando con tecniche moderne le prime misure di parallasse che, negli anni Trenta dell’Ottocento, avevano permesso di stimare per la prima volta le distanze stellari, due ricercatori hanno chiarito alcuni dubbi che ancora aleggiavano su queste osservazioni fondamentali per la storia dell’astronomia. Lo studio è apparso sulla rivista tedesca Astronomische Nachrichten – la stessa che nel 1838 aveva pubblicato l’articolo di Friedrich Wilhelm Bessel con quella che viene riconosciuta come la prima misura ufficiale della parallasse di una stella
C’è la conferma: 2020 SO è un vecchio razzo
Due team di astronomi hanno compiuto osservazioni spettroscopiche sull’ex asteroide near-Earth 2020 SO e hanno scoperto che la luce solare riflessa è compatibile con quella che ci si può aspettare dalla superficie metallica di un vecchio razzo che ha trascorso 54 anni nello spazio. Queste osservazioni confermano i risultati già ottenuti analizzando i residui dell’orbita di 2020 SO: fino a febbraio 2021, la Terra avrà come luna temporanea proprio un razzo degli anni ’60
Hubble e la nebulosa sbiadita
I dati di archivio del telescopio spaziale Hubble rivelano che la nebulosa Hen 3-1357, soprannominata nebulosa Razza, negli ultimi due decenni è sbiadita precipitosamente, stagliandosi con difficoltà dalle profondità dell’Universo. Assistere a un tasso di cambiamento così rapido in una nebulosa planetaria è senza precedenti
Viaggio all’origine del ferro
Lo spettrografo Winered del telescopio Ntt è stato utilizzato per osservare l’abbondanza di elementi chimici pesanti – come ferro e magnesio – nei quasar luminosi più lontani. Queste fabbriche primordiali di elementi pesanti – grazie alle loro stelle massicce e supernove – già 2.4 miliardi di anni dopo il Big Bang ne avrebbero prodotti in quantità analoga agli oggetti celesti più recenti, mantenendosi in linea con i modelli di evoluzione chimica dell’universo
Pulizie in orbita
Mentre sulla rivista Advances in Space Research vengono pubblicate, da un gruppo di ricercatori della Bauman Moscow State Technical University, le linee guida per rimuovere i detriti spaziali, l’Esa firma un contratto da 86 milioni di euro con un team industriale guidato dalla start-up svizzera ClearSpace per iniziare a ripulire lo spazio già dal 2025






