UN FLUSSO STELLARE CHE NON DOVREBBE ESISTERE

Stelle d’altri tempi

Un team internazionale di astronomi ha scoperto i resti di un antico insieme di stelle che più di due miliardi di anni fa è stato distrutto dalla nostra galassia. Il contenuto di elementi chimici pesanti nel flusso stellare scoperto è nettamente inferiore rispetto ai valori osservati nell’universo locale: talmente basso che gli scienziati pensavano che un oggetto così non potesse più esistere

LA SCOPERTA GRAZIE ALLA MOLECOLA HCCCN, USATA COME TRACCIANTE

Come si alimenta un sistema di baby stelle

Per la prima volta gli astronomi hanno osservato come si alimenta una giovane coppia di protostelle in una regione di formazione stellare della nube molecolare di Perseo, trovando un brillante streamer di materiale che viene trasportato dalla periferia alla parte più interna del nucleo della nube, vicino alla coppia di protostelle. Tutti i dettagli su Nature Astronomy

IL PRIMO SATELLITE PER ASTRONOMIA X CON TECNOLOGIA ‘LOBSTER-EYE’

Cina a caccia di materia oscura con occhi d’aragosta

Ha dimensioni ridotte, un peso di soli 50 kg ed è capace di focalizzare la luce sfruttando una tecnologia della quale nessun satellite X è mai stato dotato. È il “Lobster-Eye X-ray Satellite”, il telescopio lanciato dalla Cina lo scorso 25 luglio e ora in orbita attorno alla Terra alla ricerca del neutrino sterile. Con il commento di Paolo Soffitta, primo ricercatore all’Inaf Iaps di Roma

FAST RADIO BURST DA UNA MAGNETAR

Cocktail d’emissioni radio e gamma da stella morta

Diversi telescopi da terra e nello spazio, incluso il satellite europeo Integral, hanno scoperto un’esplosione di raggi gamma in coincidenza con la prima rivelazione di un lampo radio veloce da una magnetar. Il telescopio Integral ha diramato l’allerta in soli 10 secondi. L’articolo è stato pubblicato su The Astrophysical Journal Letters

CONTIENE GIÀ OLTRE 33MILA NOMI

AstroGen, l’albero genealogico degli astrofisici

Presentato sabato scorso, è un database che si propone di raccogliere nome, tesi di PhD e università del maggior numero possibile di astronomi di tutto il mondo, indicando per ciascuno il “genitore accademico” (vale a dire, il supervisor di tesi), consentendo così di rintracciarne sia gli “antenati” che i “discendenti”. Il progetto è della Historical Astronomy Division dell’American Astronomical Society

SIMULATI I PROCESSI ALL’ORIGINE DI MOLECOLE COMPLESSE

Chimica prebiotica fra i ghiacci protoplanetari

Come si formano le abbondanze delle specie molecolari osservate nei dischi protoplanetari? Una risposta arriva ora sulle pagine di Pnas da esperimenti, guidati da Angela Ciaravella dell’Inaf di Palermo, condotti simulando l’ambiente tipico in cui sono immersi i grani di polvere che risiedono nelle regioni più fredde di questi dischi e irraggiandolo con radiazione X

CINQUE MILIONI DI TERABYTE IL TRAFFICO DATI NELL’ULTIMO ANNO

Inaf nuovo socio per la rete informatica Garr

L’Istituto nazionale di astrofisica entra a far parte dell’Associazione Consortium Garr che gestisce la rete della ricerca e dell’istruzione italiana. Nichi D’Amico (presidente Inaf): «Il traffico dati tra i vari poli della rete dell’Inaf alla quale stiamo lavorando sarà ingente e costituisce una delle principali sfide della nostra partecipazione alle infrastrutture astronomiche globali e le prestigiose missioni spaziali del futuro»