LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE ASTRONOMY

Voyager 1 ascolta il respiro del gas interstellare

Uno studio pubblicato su Nature Astronomy presenta la rilevazione di deboli onde di plasma attorno a una frequenza di 3 kHz provenienti dal mezzo interstellare. Inviata sul posto c’è la sonda Voyager 1, che per la prima volta misura la densità del mezzo interstellare in assenza di esplosioni solari che causano perturbazioni nelle onde di plasma interstellare

PRESTAZIONI DEL ROTORCRAFT OLTRE OGNI ASPETTATIVA

Ingenuity vola a sud

Primo tragitto di sola andata per l’elicotterino marziano della Nasa. Ieri sera – sotto gli occhi (e le orecchie) del compagno di missione, il rover Perseverance – ha completato con successo il suo quinto volo, il primo con atterraggio in un luogo diverso da quello di decollo. Si è spostato di 129 metri in 108 secondi, volando a una quota record di dieci metri

LO STUDIO A GUIDA CINESE SU NATURE ASTRONOMY

Anatomia dei moti di una pulsar con Fast

Grazie alle osservazioni effettuate con Fast – il radiotelescopio a singola apertura attualmente più grande e sensibile al mondo – è stato possibile, per la prima volta, determinare la traiettoria di una pulsar in 3D. Lo studio dell’allineamento tra il moto della pulsar e il suo asse di rotazione fornisce preziosi indizi per comprendere come sia avvenuta l’esplosione. Con un commento di Marta Burgay (Inaf Cagliari)

LO STUDIO SU MONTHLY NOTICES OF THE ROYAL ASTRONOMICAL SOCIETY

Lo strano caso della supernova 2019yvr

In un recente studio pubblicato su Mnras un team di astronomi guidato dalla Northwestern University descrive le caratteristiche di una supernova esplosa nel 2019 e della sua stella progenitrice, una supergigante gialla, osservate a distanza di due anni e mezzo l’una dall’altra. I risultati mostrano una discrepanza nel contenuto di idrogeno che induce a rivalutare ciò che è possibile avvenga durante il fine vita delle stelle più massicce

SULLE TRACCE DI CANDIDATI ULTRALEGGERI PER LA MATERIA OSCURA

Fotoni oscuri e come trovarli

I fotoni oscuri, fratelli massicci – ma ultraleggeri – e contraddittori dei comuni fotoni, sarebbero dei buoni candidati per la materia oscura. Non solo: sarebbero anche rivelabili con un semplice accelerometro da tavolo, in grado di percepire le vibrazioni indotte dalla presenza di tali particelle sulla materia ordinaria – vibrazioni che variano a seconda del materiale. L’apparato sperimentale è stato presentato in un articolo su Physical Review Letters

L’APPRENDIMENTO AUTOMATICO ACCELERA LE SIMULAZIONI COSMOLOGICHE

Universo a super-risoluzione con le reti neurali

Un cosmo simulato, ma senza compromessi: volume enorme e risoluzione elevatissima. Ottenuto grazie a reti neurali messe “in concorrenza” fra loro. C’è riuscito un gruppo di ricercatori statunitensi, il risultato è descritto nell’ultimo numero di Pnas e del team che lo ha firmato fa parte anche una cosmologa italiana oggi alla Carnegie Mellon University, Tiziana Di Matteo. L’abbiamo intervistata

IL GIANT METREWAVE RADIO TELESCOPE OSSERVA “LA MUCCA” NEL DETTAGLIO

The Cow, nei dintorni dell’esplosione cosmica

Utilizzando il Giant Metrewave Radio Telescope (uGmrt), in India, due scienziati hanno scoperto che At 2018 – conosciuto anche come “the cow” – presenta un ambiente estremamente disomogeneo. Si tratta della prima evidenza osservativa di emissione disomogenea da un Fbot. Tutti i dettagli su ApJ Letters