IL NUOVO METODO CONSENTE DI IDENTIFICARE I BUCHI CORONALI

Prevedere tempeste geomagnetiche con l’IA

L’intelligenza artificiale può sostituirsi all’occhio umano nell’identificazione di fenomeni transitori e potenzialmente dannosi per la “vita elettronica” sulla Terra, come i buchi coronali. È quanto riporta un nuovo studio pubblicato su A&A, che potrebbe aprire la strada a previsioni meteorologiche spaziali più affidabili, fornendo informazioni preziose per lo studio del ciclo di attività solare

SIMULAZIONI MAGNETO-IDRODINAMICHE PREDICONO L’ARRIVO DI TEMPESTE SOLARI

Che tempo spaziale che fa

In soli 30 minuti, uno dei sistemi di calcolo più veloci al mondo è riuscito a simulare la propagazione di una espulsione di massa coronale fino alla Terra, e ad abbinare l’ora di arrivo della tempesta geomagnetica ai parametri del plasma con molta accuratezza. Un risultato notevole per le previsioni nel campo del meteo spaziale. Tutti i dettagli su Space Weather

IL TELESCOPIO ITALIANO ALL’OSSERVATORIO DI CERRO PARANAL

Dieci candeline per il Vst

Il telescopio Vst (Vlt Survey Telescope), realizzato dall’Istituto nazionale di astrofisica nel deserto cileno di Atacama per l’osservatorio Eso di Cerro Paranal, celebra dieci anni di operatività e risultati scientifici. E parafrasando Enzo Ferrari, che di realizzazioni italiane era un esperto, per questo telescopio tutto italiano nel miglior sito del mondo, il miglior risultato è quello che deve ancora venire

LO STUDIO SU NATURE COMMUNICATIONS

All’origine delle aurore polari

Cosa accelera nella magnetosfera terrestre le particelle cariche provenienti dal Sole responsabili delle spettacolari aurore polari? Nuovi esperimenti in laboratorio, condotti da un team di fisici guidati dal Wheaton College, confermano quanto già suggerito da osservazioni dallo spazio e da modelli teorici: alla base c’è l’energizzazione delle particelle dovuta alla propagazione delle onde di Alfvén

OSSERVATI DETTAGLI FINORA INEDITI IN UNA STELLA DI GRANDE MASSA

Zoom nella zona di collimazione di una protostella

Un nuovo studio effettuato con il Very Large Array ha osservato le prime fasi di vita di una stella di grande massa scoprendo dettagli finora inediti del suo processo di collimazione, ovvero dell’eiezione di materiale tramite getti perpendicolari al piano equatoriale stellare. La ricerca vede coinvolto in prima linea anche Alberto Sanna dell’Inaf di Cagliari. Tutti i dettagli su ApJ Letters

OGGI IL PRIMO DELLA SERIE, A 1000 KM DALLA SUPERFICIE DELLA LUNA

Juno: incontri ravvicinati con Ganimede

A bordo anche due importanti strumenti italiani realizzati grazie al contributo dell’Agenzia spaziale italiana, dell’Inaf e dell’Università Sapienza di Roma. Alessandro Mura (Inaf): «I dati di Jiram potranno finalmente svelarci come la superficie di Ganimede interagisce con l’ambiente esterno, e saranno preziosissimi per pianificare future osservazioni come quelle della missione Juice attualmente prevista per il lancio nel prossimo anno»