IL CAMPO MAGNETICO SOLARE DETERMINA LA COMPOSIZIONE INTERNA DI UN PIANETA

Mercurio e il suo grande cuore di ferro

Uno studio pubblicato sulla rivista Progress in Earth and Planetary Science dimostra come il magnetismo solare nelle prime fasi della formazione planetaria potrebbe essere il responsabile della struttura interna dei pianeti rocciosi e del grande e denso nucleo metallico di Mercurio, riproducendo il gradiente nel contenuto e nella densità di metalli osservato nei pianeti del Sistema solare

«È UN PO’ COME LA FOTOGRAFIA DEL TUO PIÙ GRANDE, SEGRETO AMORE»

La storia fantastica della foto al buco nero di M87

L’astrofisico della Radboud University Heino Falcke, fra i protagonisti del progetto Event Horizon Telescope e della prima immagine di un buco nero, ha ricostruito le tappe fondamentali di quello storico traguardo nel best-seller “L’enigma dei buchi neri. Alla scoperta dell’universo e della natura umana”, da oggi disponibile anche nelle librerie italiane. Lo ha intervistato per noi Corrado Ruscica

STELLE IN FUGA DALL’AMMASSO GLOBULARE

Null’altro che buchi neri nel futuro di Palomar 5

Tempo un miliardo di anni e là dove oggi c’è l’ammasso stellare noto come Palomar 5 non resterà che qualche decina di buchi neri. Ad anticiparne il funesto destino è un articolo, pubblicato oggi su Nature Astronomy, condotto simulando le orbite e l’evoluzione di ogni stella presente nell’ammasso, dalla sua formazione fino alla dissoluzione finale

L’AREA DELL’ORIZZONTE DEGLI EVENTI NON SI RIDUCE

Confermato un teorema di Hawking sui buchi neri

Cinquant’anni dopo la formulazione del teorema dell’area di Hawking è arrivata la sua prima conferma osservativa diretta da parte di un gruppo di cinque fisici che sono stati in grado di derivare e confrontare le aree dei buchi neri coinvolti nell’evento Gw 150914, prima e dopo la fusione. Tutti i dettagli su Physical Review Letters

SECONDA VERSIONE DEL CATALOGO PUBBLICATO NEL 2017

La formazione stellare nella Via Lattea a 360 gradi

Contiene oltre 150mila oggetti compatti, con al loro interno formazione stellare in corso o in potenza, il catalogo finale realizzato con i dati del telescopio spaziale Herschel nell’ambito della survey Hi-Gal. Media Inaf ha intervistato Davide Elia dell’Istituto nazionale di astrofisica, primo autore dell’articolo che presenta i nuovi risultati, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society

LA DISCREPANZA TRA TEORIA E OSSERVAZIONI SI È RIDOTTA DEL 10 PER CENTO

Si restringe il divario sul litio mancante

Esiste una discrepanza significativa tra le quantità teoriche e osservate di litio nell’universo, nota come problema cosmologico del litio, che affligge i cosmologi da decenni. Ora, un gruppo di ricercatori ha ridotto questa discrepanza di circa il 10 per cento, grazie a un nuovo esperimento sui processi nucleari responsabili della creazione del litio. Lo studio pubblicato su ApJL potrebbe indicare la strada per una comprensione più completa dell’universo primordiale

I RISULTATI SONO PUBBLICATI SU METEORITICS AND PLANETARY SCIENCE

Cavezzo, il doppio volto di una meteorite

La meteorite Cavezzo, ritrovata il 4 gennaio 2020 in provincia di Modena, è un oggetto davvero peculiare, al punto da valerle la classificazione di “condrite ordinaria anomala”. E il frammento più piccolo è caratterizzato da un’associazione mineralogica totalmente inusuale. È il risultato di uno studio internazionale guidato dall’Università di Firenze e dall’Istituto nazionale di astrofisica