Nuovo metodo per radiodatare l’uranio dei nazisti
Un’innovativa tecnica di radiodatazione è stata sperimentata su cubi di uranio risalenti al programma nucleare nazista. Il nuovo metodo, messo a punto da un team di scienziati del Pacific Northwest National Laboratory (Usa) guidato da Jon Schwantes, si basa su un procedimento già noto, quello della radiocronometria, cioè sulla misurazione dell’abbondanza di elementi prodotti dal decadimento radioattivo. Misurando contemporaneamente le quantità di torio e protoattinio si ottiene però un risultato più sicuro e veloce. I risultati dello studio sono stati presentati ieri a una conferenza dell’American Chemical Society
Ecco l’asteroide più veloce del Sistema solare
Si chiama 2021 PH27, ha un diametro di circa 1 chilometro, la sua orbita ellittica ha un semiasse maggiore di 70 milioni di chilometri e attraversa sia l’orbita di Mercurio che quella di Venere, avvicinandosi fino a 20 milioni di chilometri dal Sole. Il suo periodo orbitale è di 113 giorni, più breve di quello di qualsiasi altro asteroide conosciuto nel Sistema solare
La disintegrazione anomala della cometa Atlas
La cometa Atlas (C/2019 Y4) si disintegrò ai primi di aprile 2020 quando era ancora a quasi 1,5 unità astronomiche dal Sole. Analizzando le immagini riprese dallo Hubble Space Telescope, un team di astronomi statunitensi ha cercato di capire il perché, e l’ipotesi fatta per spiegarne il comportamento è sorprendente
Nell’Ofiuco si è riaccesa una stella
Circa ogni 15-20 anni la gigante rossa del sistema stellare binario RS Ophiuchi, a cinquemila anni luce da noi, cede alla sua compagna nana bianca gas in quantità sufficiente a innescare un’esplosione termonucleare sulla sua superficie, dando così origine a una cosiddetta nova: un improvviso aumento di luminosità. L’episodio più recente è stato osservato l’8 agosto. Ne parliamo con un’esperta di questi fenomeni ricorrenti, l’astronoma Marina Orio dell’Inaf di Padova
Zhurong, missione completata
Il rover cinese Zhurong ha completato con successo la sua missione nominale di tre mesi e, come annunciato martedì scorso dall’agenzia spaziale cinese, continuerà l’esplorazione di Marte. Nei tre mesi appena trascorsi ha raccolto 10 GB di dati scientifici, spostandosi di circa 900 metri. Il suo successo ha segnato il completamento di tutti gli obiettivi della missione di Tianwen 1
Così si parlano galassie, materia oscura e buchi neri
Uno studio guidato da Antonino Marasco dell’Inaf di Arcetri, appena pubblicato su Mnras, evidenzia una forte correlazione – niente affatto scontata – fra le masse delle tre componenti principali di una galassia: la componente stellare, la componente di materia oscura presente nell’alone e il buco nero supermassiccio che giace al centro della galassia stessa






