DUE SETTIMANE FA RS OPH È DIVENTATA VISIBILE A OCCHIO NUDO

Nell’Ofiuco si è riaccesa una stella

Circa ogni 15-20 anni la gigante rossa del sistema stellare binario RS Ophiuchi, a cinquemila anni luce da noi, cede alla sua compagna nana bianca gas in quantità sufficiente a innescare un’esplosione termonucleare sulla sua superficie, dando così origine a una cosiddetta nova: un improvviso aumento di luminosità. L’episodio più recente è stato osservato l’8 agosto. Ne parliamo con un’esperta di questi fenomeni ricorrenti, l’astronoma Marina Orio dell’Inaf di Padova

     23/08/2021
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RS Oph è la stella più brillante esattamente al centro dell’immagine. La foto è stata scattata la sera dell’11 agosto 2021 da Albino Carbognani, astronomo dell’Inaf di Bologna, con teleobiettivo e reflex (cliccare per ingrandire). Fonte: pagina Facebook dell’autore

Domenica 8 agosto, mentre a Tokyo si spegneva il braciere olimpico e si celebrava la fine dei giochi con uno spettacolo pirotecnico, una nuova luce si accendeva nel cielo notturno. O meglio, si riaccendeva: dopo 15 anni dall’ultima esplosione, registrata il 12 febbraio del 2006, tornava infatti a brillare con prepotenza RS Ophiuchi (RS Oph) – una cosiddetta nova ricorrente, vale a dire, una nova che si ripete a intervalli più o meno regolari.

Il termine ‘nova’ viene dal latino stella nova, a indicare un nuovo astro apparso all’improvviso nel cielo. E in effetti, anche se si tratta di una stella tutt’altro che nuova, è proprio ciò che è accaduto lo scorso 8 agosto nella costellazione dell’Ofiuco, quando RS Oph, che si trova a circa cinquemila anni luce da noi, passando di colpo dall’abituale magnitudine 12 a meno di 5 (più la magnitudine è bassa, più una stella è luminosa), è diventata all’improvviso visibile a occhio nudo – cosa piuttosto rara per una nova.

«Le novae innescano periodicamente il bruciamento dell’idrogeno (raramente anche dell’elio) in un inviluppo accresciuto da una compagna in un sistema binario, molto vicino alla superficie, e avviene un’esplosione termonucleare periodica», spiega a Media Inaf l’astronoma dell’Inaf di Padova Marina Orio. «Se anche l’esplosione non è tale da asportare il materiale accresciuto, si innesca comunque un vento stellare velocissimo, spesso con velocità di alcuni chilometri al secondo. In una nova in cui il tasso medio di accrescimento di massa supera 10-8 masse solari all’anno e la nana bianca è molto massiccia, come sembra sia il caso di RS Oph, il tempo di ricorrenza può essere molto breve. Quello di RS Oph non è costante, ma si è ripetuto con periodi da 9 a 35 anni».

L’Astronomical Picture of the Day di domenica 21 agosto è una rappresentazione artistica del sistema binario di RS Oph, con la nana bianca e la gigante rossa. Crediti e copyright: David A. Hardy & Ppparc

Nel sistema binario di RS Oph, in particolare, la compagna della nana bianca è una gigante rossa: è ciò che gli astronomi chiamano una nova simbiotica.

«La nana bianca sembra davvero molto massiccia», sottolinea Orio, «e, se non ci sbagliamo, di carbonio-ossigeno. Potrebbe dunque innescare il bruciamento esplosivo del carbonio all’interno ed esplodere come supernova, un giorno… Infatti sembra già superare le 1.2 masse solari, quindi molto di più del massimo di 1.1 masse solari – valore con cui queste nane bianche di C-O “nascono”. Evidentemente non emette tutto il materiale che accresce. Potrebbe avvicinarsi alla massa di Chandrasekhar e raggiungere la densità sufficiente a innescare il carbonio prima di poter collassare in stella di neutroni».

Dopo il burst iniziale, la luminosità di una nova cala rapidamente: già l’11 agosto, appena tre giorni dopo, come potete vedere dalla fotografia scattata da Albino Carbognani, era scesa a circa 6. «Di solito l’esplosione dura qualche mese. In ottico e ultravioletto ritorna al livello precedente dopo un centinaio di giorni», dice Orio.

E chi se la fosse persa deve attendere altri 15 anni? Non c’è qualche altra nova periodica che potrebbe riattivarsi a breve, nella nostra galassia? «Sì, pensiamo di sì: forse U Scorpii, forse T coronae Borealis… chi lo sa. E nella galassia di Andromeda c’è una nova che esplode ogni anno: lontana e meno facile da studiare, ma comunque osservabile».