TUTTI I DETTAGLI SU PHYSICAL REVIEW D

Quattromila universi posson bastare

Per risalire allo stato dell’universo primordiale, un team di astronomi ha messo alla prova, usando 4000 universi simulati, un nuovo metodo di ricostruzione. Il metodo si è rivelato molto efficiente e in grado di porre vincoli alle fluttuazioni primordiali della densità di materia, riducendo il tempo di osservazione necessario per distinguere tra le varie teorie inflazionistiche

LA CONFERMA VA CERCATA NELLA COMPOSIZIONE CHIMICA DEI CRATERI

Estinzione dei dinosauri: forse è stata una cometa

Una nuova teoria circa l’origine del grande impattore che ha causato l’estinzione di massa del Cretaceo – in cui scomparvero i dinosauri, e con essi tre quarti delle specie animali e vegetali esistenti – è stata pubblicata oggi su Scientific Reports. Secondo lo studio, impattori come questo e altri che hanno caratterizzato la storia geologica della Terra proverrebbero dalla disgregazione di comete a lungo periodo, e non da asteroidi

LA SCOPERTA SU NATURE ASTRONOMY

Croste di pianeti rocciosi su quattro stelle morenti

Un team di astronomi dell’Università di Warwick ha rilevato nelle atmosfere di quattro nane bianche un’abbondanza relativa di litio e potassio analoga a quella che si riscontra nella crosta terrestre. Poiché si tratta di quattro fra le nane bianche più antiche della nostra galassia, potrebbero essere sede di alcuni fra i sistemi planetari più antichi mai scoperti

OLTRE UNA CERTA SOGLIA FRENA LA CRESCITA DEI PIANETI

Magnetismo in azione nei dischi protoplanetari

Uno studio svizzero pubblicato su Nature Astronomy spiega come, grazie all’interazione tra gravità diffusa e magnetismo su piccola scala, gli esopianeti di massa intermedia siano di gran lunga i più comuni tra quelli sinora scoperti. Per arrivare a questo risultato è stato necessario utilizzare il supercomputer “Piz Daint”

TEMPO PER L’ANALISI DATI DIMEZZATO PER L’ESPERIMENTO HAYSTAC

A caccia di assioni con il quantum squeezing

Un team di ricercatori guidato dalla Yale University ha utilizzato una tecnica innovativa – chiamata spremuta quantistica (quantum squeezing) – per migliorare l’efficienza dell’esperimento Haystac nel cercare uno dei candidati attualmente più promettenti della materia oscura: l’assione. Tutti i dettagli su Nature

PASSATO, PRESENTE E FUTURO DEL PROGRAMMA STARSHIP DI SPACEX

Fail fast, succeed faster

Il 2 febbraio scorso, dal Boca Chica Launch Site, in Texas, il prototipo Sn9 di Starship ha concluso il suo volo di test con un atterraggio esplosivo sotto gli occhi del gemello Sn10. Per apprezzare al meglio questo lancio, gli obiettivi e il futuro del visionario progetto Starship di Elon Musk abbiamo intervistato un appassionato di aeronautica e astronautica, Tommaso Ravaglioli, esperto in ambito aerospaziale

IL RISULTATO È PUBBLICATO SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

Tanti piccoli buchi neri nel cuore di Ngc 6397

Due astronomi dell’Institut Astrophysique de Paris hanno trovato – grazie ai dati dei telescopi spaziali Hubble e Gaia – qualcosa di inaspettato nel cuore dell’ammasso globulare Ngc 6397: non un singolo buco nero intermedio, come si attendevano, ma una concentrazione di buchi neri più piccoli, progressivamente precipitati verso il centro dell’ammasso a seguito di interazioni gravitazionali