Un nascondiglio per buchi neri supermassicci
Un team internazionale di astronomi, tra cui Stefano Marchesi dell’Inaf di Bologna, ha utilizzato la Cosmic Evolution Survey per studiare galassie tra 9,5 e 12,5 miliardi di anni luce di distanza, riuscendo a scovare un segnale riconducibile alla presenza di buchi neri supermassicci nelle galassie dormienti nell’universo primordiale. Tutti i dettagli su ApJ






