LA FREQUENZA DI PULSAZIONE DI 400 GIORNI DELLA SUPERGIGANTE È SCOMPARSA

Betelgeuse convalescente, dopo il botto del 2019

Analizzando i dati del telescopio spaziale Hubble e di molti altri osservatori, gli astronomi hanno concluso che Betelgeuse nel 2019 ha perso una parte consistente della sua superficie in seguito a una gigantesca espulsione che ha rilasciato una massa 400 miliardi di volte superiore a quella di una tipica espulsione coronale di massa del Sole. È qualcosa che non si era mai visto prima in una normale stella

GRAZIE A UNA RETE GENERATIVA AVVERSARIA

Hack the Planets, vincono tre ricercatori dell’Inaf

Novantatré anni in tre, tutti esperti di intelligenza artificiale e ricercatori all’Inaf di Bologna, Leonardo Baroncelli di Bagno a Ripoli, Ambra Di Piano di Arona e Antonio Addis di Sassari si sono aggiudicati il primo posto nell’hackaton sull’impiego del machine learning in astrofisica di Hack the Science 2022, sviluppando una rete neurale per il riconoscimento automatico di crateri marziani

LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE

Così gli asteroidi disegnarono la Terra

Una nuova ricerca della Curtin University basata sullo studio della composizione degli isotopi dell’ossigeno in cristalli di zircone rinvenuti nel cratone Pilbara, in Australia occidentale, ha fornito la prova più convincente che i continenti della Terra siano stati formati da impatti di meteoriti giganti, particolarmente diffusi durante i primi miliardi di anni della storia del nostro pianeta

FRA GLI OBIETTIVI, L’IMPIEGO DELLA LUNA COME STAZIONE DI RIFORNIMENTO

Artemis 1, un cubesat mapperà il ghiaccio lunare

Lunar IceCube è un piccolo satellite incluso nel payload a bordo della capsula Orion che verrà lanciata con lo Space Launch System della Nasa nella prima missione del programma Artemis. Il lancio è previsto per la fine di agosto. Lunar IceCube studierà il ghiaccio lunare e la distribuzione dell’acqua sulla Luna, raccogliendo dati per le future missioni di insediamento umano

EMETTE PARTICELLE A ENERGIE DECINE DI VOLTE SUPERIORI A QUELLE DI LHC

Un Pevatron per Fermi

Grazie al telescopio spaziale a raggi gamma Fermi della Nasa, analizzando 12 anni di dati, è stata individuata una sorgente di protoni a energie dell’ordine del milione di miliardi di elettronvolt: un residuo di supernova a 2600 anni luce di distanza, nella costellazione di Cefeo. Sembrerebbe trattarsi, quindi, di un Pevatron. Tutti i dettagli su Physical Review Letters

TRA GLI AUTORI ANCHE LA GEOLOGA ANNA MARIA FIORETTI (CNR)

Meteoriti: dal retro di un asteroide fino al suolo

Un’analisi di oltre seicento meteoriti provenienti dalla frammentazione dell’asteroide 2008 Tc3, schiantatosi 14 anni fa sopra il deserto del Sudan, ha svelato come queste piccole rocce riescano a sopravvivere alla violenta fase di meteora attraverso l’atmosfera. Lo studio indica che le porzioni localizzate sul lato posteriore di un asteroide in caduta verso il nostro pianeta hanno una maggiore possibilità di preservarsi e raggiungere il suolo

UN’ANTEPRIMA DEL DESTINO DELLA VIA LATTEA

Collisione galattica immortalata dal Gemini North

Una nuova immagine catturata dal telescopio Gemini North alle Hawaii rivela una coppia di galassie a spirale interagenti – Ngc 4568 e Ngc 4567 – mentre iniziano a scontrarsi e fondersi. Queste galassie sono intrappolate dal loro reciproco campo gravitazionale e alla fine si uniranno per formare un’unica galassia ellittica, tra circa 500 milioni di anni