MONDI CON ATMOSFERE ESOTICHE: CI SONO TRACCE DI LITIO, E FORSE PIOVE FERRO

Aria pesante come non mai: c’è bario in atmosfera

Trovato in alta quota attorno ai giganti gassosi ultra caldi Wasp-76 b e Wasp-121 b, con un peso atomico pari a circa 2,5 volte quello del ferro il bario è l’elemento più pesante mai individuato nell’atmosfera di un esopianeta. A firmare la scoperta, compiuta grazie allo strumento Espresso installato sul Vlt dell’Eso, in Cile, un team – guidato dal dottorando portoghese Tomás Azevedo Silva – del quale fanno parte numerosi ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica

PUBBLICATO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL

Odore di broccoli? Potrebbe essere vita

I broccoli, insieme a molte altre piante e microrganismi, emettono gas che li aiutano a espellere le tossine. Secondo un nuovo studio, la presenza di questi gas nelle esoatmosfere potrebbe fornire prove convincenti dell’esistenza di vita su altri pianeti

TESTATO IL PROTOTIPO DI UN AEROBOT PER STUDIARE IL PIANETA

In mongolfiera su Venere

Una versione ridotta del pallone robotico aereo – in breve, aerobot – che un giorno potrebbe “navigare” nei poco ospitali cieli venusiani ha completato con successo ben due voli di prova nel deserto Black Rock, in Nevada, segnando una pietra miliare per il progetto guidato dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa e dalla Near Space Corporation

CARATTERIZZATE DA JWST NEL CUORE DELLE GALASSIE ATTIVE

Molecole organiche nei dintorni dei buchi neri

Grazie allo strumento Miri del telescopio spaziale James Webb, un team di astronomi guidati dall’Università di Oxford è riuscito a studiare per la prima volta una classe di molecole organiche, gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), nelle vicinanze dei buchi neri supermassicci al centro di tre galassie attive, tra cui Ngc 7319 del Quintetto di Stephan. Lo studio su Astronomy & Astrophysics

CAMBIATA L’ORBITA DI DIMORPHOS ATTORNO A DIDYMOS

Abbiamo spostato un asteroide

Abbiamo la conferma strumentale che la missione Dart della Nasa ha avuto pieno successo: l’impatto della sonda sulla superficie dell’asteroide Dimorphos ha effettivamente modificato il periodo orbitale del piccolo satellite di Didymos di ben 32 minuti, oltre le aspettative. Per la prima volta nella storia dell’umanità l’orbita di un asteroide è stata cambiata: la possibilità di avere in futuro una spaceguard attiva a difesa della Terra diventa più concreta

E LA LUNA SI TROVAVA IN MEDIA AD APPENA 322MILA KM DI DISTANZA

Un giorno, 2.46 miliardi di anni fa, durava 17 ore

La ricostruzione dei cosiddetti cicli di Milanković attraverso lo studio di sedimenti rocciosi risalenti a circa due miliardi e mezzo di anni fa indica che la frequenza del ciclo di precessione era in passato significativamente più alta dell’attuale, segno del fatto che la durata del giorno era molto più breve e la distanza Terra-Luna assai più ridotta di quanto non siano oggi

ALL’ORIGINE DELLA LORO STESSA ESTINZIONE

Microbi nel sottosuolo: un’ipotesi sull’antico Marte

È probabile che in un lontano passato il sottosuolo del Pianeta rosso fosse abitabile per microrganismi che si nutrono di idrogeno e producono metano. La produzione di biomassa, si legge in uno studio pubblicato su Nature Astronomy, potrebbe essere stata paragonabile a quella dell’oceano primordiale della Terra, e potrebbe aver innescato un processo di raffreddamento globale del clima iniziale di Marte