OSSERVANDO IL BUCO NERO CENTRALE IN LUCE POLARIZZATA

Bolle bollenti a un terzo della velocità della luce

Utilizzando il radiotelescopio cileno Alma, un team di astronomi – fra i quali Nicola Marchili dell’Istituto nazionale di astrofisica e Ciriaco Goddi dell’Università di Cagliari – ha individuato i segni di un “hot spot” in orbita attorno al Sagittarius A*, il buco nero al centro della nostra galassia. La scoperta aiuta a comprendere meglio l’ambiente enigmatico e dinamico del nostro buco nero supermassiccio

SONO STATI INCROCIATI I DATI DI QUATTRO DIVERSI MODELLI CLIMATOLOGICI

Prevedere le atmosfere degli esopianeti

Un team internazionale di ricercatori ha pubblicato su Psj un corposo studio per simulare l’atmosfera del pianeta roccioso Trappist-1e usando gli stessi modelli impiegati per prevedere il cambiamento climatico sulla Terra. Modellizzare i sistemi atmosferici e climatici degli esopianeti sarà di fondamentale importanza per interpretare le future osservazioni spettroscopiche del James Webb Space Telescope

GLI STUDI PUBBLICATI SU NATURE E NATURE COMMUNICATIONS

All’origine dei lampi radio veloci extra-galattici

Grazie a due ricerche indipendenti pubblicate oggi su Nature e Nature Communications è stata identificata la possibile sorgente di un Frb extragalattico. Si tratta di una regione altamente magnetizzata e a bassa densità stellare, tra i bracci a spirale della galassia ospite. A generare i lampi radio veloci sembra sia stato un sistema binario contenente una magnetar e una stella Be

HUBBLE E CHANDRA RICOSTRUISCONO L’ESPLOSIONE

Viaggio al centro di una supernova

Combinando i dati a raggi X di Chandra e quelli ottici di Hubble è stata ottenuta una nuova immagine di Snr 0519 che mostra i resti di una nana bianca esplosa diverse centinaia di anni fa. I risultati offrono agli scienziati la possibilità di “riavvolgere il nastro”, come in un film, e osservare l’evoluzione di Snr 0519 per comprendere quando questa è iniziata. Tutti i dettagli su ApJ

TUTTI I DETTAGLI SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

La via per studiare la formazione planetaria

Uno studio condotto da un team internazionale a cui hanno partecipato ricercatrici e ricercatori Inaf ha analizzato le primissime fasi di formazione delle stelle di piccola massa per comprendere in dettaglio il processo di accrescimento che porta alla nascita di stelle come il Sole e pianeti come quelli del Sistema solare. La ricerca ha rivelato una relazione tra il tasso di accrescimento delle protostelle e il disco di materia che le circonda sin dai primordi della formazione stellare. Questi risultati, basati su osservazioni di 26 protostelle, permetteranno di individuare le condizioni iniziali che danno luogo alla formazione dei pianeti

LO STUDIO È PUBBLICATO SU SCIENCE

Crisalide e la strana inclinazione di Saturno

Sarebbe una luna perduta, Crisalide, la responsabile della precessione di Saturno e della sua inclinazione odierna, nonché della formazione tardiva dei suoi anelli. Insieme alle altre lune, Crisalide avrebbe orbitato attorno a Saturno per diversi miliardi di anni, esercitando sul pianeta un’attrazione tale da mantenere la sua inclinazione in risonanza con Nettuno. Finché non venne distrutta

TRA I LAMPI GAMMA PIÙ LUMINOSI MAI REGISTRATI

Un Grb eccezionale ma sotto sotto anche normale

Dopo aver scoperto, l’anno scorso, il potente lampo di raggi gamma Grb 210905A, un team internazionale guidato dall’Inaf ha continuato a osservare per molti mesi il bagliore residuo della sorgente, originatasi dall’esplosione di una stella massiccia quando l’universo aveva meno di 900 milioni di anni. Lo studio di questo raro fenomeno indica che anche i Grb più lontani si comportano in modo simile a quelli a noi vicini. Ne parliamo con Andrea Rossi dell’Inaf di Bologna