ATTIVITÀ FINANZIATA ANCHE DALL’INAF DI ARCETRI

Scoperta di studenti in viaggio studio al Tng

Un gruppo di studenti dell’Università di Firenze in viaggio studio al Telescopio nazionale Galileo dell’Inaf, alle Canarie, ha osservato un evento documentato raramente: l’evoluzione dell’attività del nucleo di una galassia a 300 milioni di anni luce dalla Terra. La scoperta è stata ora pubblicata su Astronomy & Astrophysics

     26/11/2022
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Il Telescopio nazionale Galileo dell’Inaf, a La Palma, Isole Canarie. Crediti: Tng/Giovanni Tessicini

Si sono trovati nel posto giusto al momento giusto, catturando le trasformazioni in corso nel cuore di una galassia lontana. Sono gli allievi del corso di Complementi di astronomia dell’Università di Firenze che, grazie alle osservazioni effettuate nell’aprile del 2019 al Telescopio Nazionale Galileo (Tng), il più grande telescopio italiano, sono riusciti a raccogliere i dati di un evento documentato raramente: l’evoluzione dell’attività del nucleo di una galassia a 300 milioni di anni luce dalla Terra. La scoperta degli studenti è stata pubblicata questo mese su Astronomy & Astrophysics.

Compiendo le osservazioni su un caso di studio, una galassia di cui era già noto il nucleo attivo, il team ha raccolto anche una serie di dati relativi a una sua “vicina” meno appariscente, la galassia a spirale Ngc 4156, che si trova nella costellazione dei Cani da caccia, registrando così la presenza delle righe larghe dell’idrogeno e la crescita della luminosità nella parte blu dello spettro, due firme inequivocabili dell’attività del nucleo della galassia.

«Nel nucleo di ogni galassia si trova il suo motore, un buco nero. Mentre il nucleo emette una radiazione potentissima, un buco nero è osservabile solo indirettamente poiché nulla può sfuggirgli, nemmeno la luce», spiega Giulia Tozzi dell’Università di Firenze, prima firmataria dell’articolo. «È raro, quindi, riuscire a documentare come cambia l’attività dei nuclei: lo si può fare solo indirettamente osservando con la spettroscopia la radiazione visibile emesse dalla materia che viene risucchiata dalle regioni circostanti ai buchi neri, trascurabile quando il centro della galassia è in quiescenza, di enorme portata quando esso è attivo».

Il gruppo di studenti dell’università di Firenze al Tng. Crediti: Tng/Unifi

«L’astronomia ha bisogno di giovani leve, e quale miglior scuola se non fare esperienza direttamente sul campo? Il Tng è ormai da anni coinvolto con gli studenti, anche se questo comporta uno sforzo ulteriore rispetto alla normale attività di ricerca. Ma la soddisfazione che si legge negli occhi dei ragazzi quando si trovano a prendere dati con le loro mani, e in particolare quando arrivano risultati importanti come questo, non ha prezzo», dice Gloria Andreuzzi, astronoma e responsabile delle attività didattiche e di divulgazione del Telescopio nazionale Galileo.

Queste attività osservative che coinvolgono direttamente gli studenti sono state possibili anche grazie all’importante supporto economico dell’Osservatorio astrofisico dell’Inaf di Arcetri. Infatti, beneficiando di una generosa donazione, l’Osservatorio di Arcetri ha potuto istituire il Premio Stefano Magini, destinato ogni anno alla migliore tesi di laurea magistrale in astrofisica conseguita in un’università italiana. Donazione grazie alla quale è stato possibile finanziare per tre anni consecutivi un soggiorno di studio presso il Tng agli studenti dell’Università di Firenze sotto la guida dei docenti Lapo Casetti, Elisabeta Lusso e Marco Romoli.

«La nostra scoperta è arrivata in modo del tutto inatteso», sottolinea Lapo Casetti, «perché non solo abbiamo registrato nello spettro visibile le tracce, fino ad allora mai documentate, dell’attività del nucleo ma tre anni dopo, nella primavera di quest’anno, abbiamo anche registrato una forte riduzione della luminosità della parte blu dello spettro, indice di un ritorno a una fase di quiescenza di un nucleo precedentemente attivo».

«In quell’occasione, inoltre», aggiunge Marco Romoli, «gli studenti sono riusciti a dare alla comunità astronomica un altro dato mancante: la misurazione della massa del buco nero della galassia, che è risultata pari a circa 120 milioni di masse solari, 30 volte quella del buco nero presente al centro della nostra».

Per saperne di più:

  • Leggi su Astronomy & Astrophysics l’articolo “The optically elusive, changing-look active nucleus in NGC 4156” di Giulia Tozzi, Elisabeta Lusso, Lapo Casetti, Marco Romoli, Gloria Andreuzzi, Isabel Montoya Arroyave, Emanuele Nardini, Giovanni Cresci, Riccardo Middei, Silvia Bertolini, Paolo Calabretto, Vieri Cammelli, Francisco Cuadra, Marco Dalla Ragione, Cosimo Marconcini, Adriano Miceli, Irene Mini, Martina Palazzini, Giorgio Rotellini, Andrea Saccardi, Lavinia Samà, Mattia Sangalli, Lorenzo Serafini e Fabio Spaccino