I RISULTATI PUBBLICATI SU SCIENCE

La turbolenta storia di un tenero asteroide

Antichissimo, inizialmente ricco di acqua, devastato da un impatto primordiale che ne ha drasticamente ridotto le dimensioni e così morbido che la sua superficie si potrebbe tagliare con un coltello. Questi alcuni dei risultati di una nuova analisi dei campioni dell’asteroide Ryugu, raccolti e riportati sulla terra dalla missione Hayabusa 2 dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa

LE PRIME IMMAGINI DI JWST DEL GIGANTE DI GHIACCIO

Nettuno come non l’abbiamo mai visto

Il telescopio spaziale James Webb ci mostra le sue capacità osservative volgendo lo sguardo verso il nostro cortile cosmico. Il 22 luglio scorso ha immortalato il più remoto dei pianeti del Sistema solare, Nettuno, regalandoci la visione più nitida degli anelli di questo peculiare pianeta dai tempi della sonda Voyager 2 della Nasa, e di sette delle sue quattordici lune

È POSSIBILE PORRE VINCOLI DA CARBONIO, OSSIGENO, AZOTO E ZOLFO

Con la chimica studiamo la storia degli esopianeti

Un team di ricerca guidato da una giovane dottoranda della Sapienza/Inaf, al suo primo articolo scientifico, è stato il primo a combinare elementi ultravolatili, volatili e refrattari nelle atmosfere dei pianeti giganti per sviluppare un metodo unificato utile per capire come e dove i pianeti extrasolari si sono formati. Il lavoro, pubblicato su ApJ, è di notevole interesse in vista della futura missione Ariel

SUPERATA LA SFIDA PER EVITARE LA SATURAZIONE DEI RIVELATORI

Così appare Marte all’occhio infrarosso di Jwst

Due immagini e uno spettro in banda infrarossa: sono i primi dati di Marte raccolti da Jwst, presentati questa settimana durante il Congresso europeo di scienze planetarie Epsc, che vanno a complementare le osservazioni effettuate con telescopi a terra e sonde spaziali. Con il commento di Sara Faggi e Giuliano Liuzzi, i due ricercatori italiani membri del team che studia il Pianeta rosso con il potente osservatorio

OSSERVANDO IL BUCO NERO CENTRALE IN LUCE POLARIZZATA

Bolle bollenti a un terzo della velocità della luce

Utilizzando il radiotelescopio cileno Alma, un team di astronomi – fra i quali Nicola Marchili dell’Istituto nazionale di astrofisica e Ciriaco Goddi dell’Università di Cagliari – ha individuato i segni di un “hot spot” in orbita attorno al Sagittarius A*, il buco nero al centro della nostra galassia. La scoperta aiuta a comprendere meglio l’ambiente enigmatico e dinamico del nostro buco nero supermassiccio

SONO STATI INCROCIATI I DATI DI QUATTRO DIVERSI MODELLI CLIMATOLOGICI

Prevedere le atmosfere degli esopianeti

Un team internazionale di ricercatori ha pubblicato su Psj un corposo studio per simulare l’atmosfera del pianeta roccioso Trappist-1e usando gli stessi modelli impiegati per prevedere il cambiamento climatico sulla Terra. Modellizzare i sistemi atmosferici e climatici degli esopianeti sarà di fondamentale importanza per interpretare le future osservazioni spettroscopiche del James Webb Space Telescope

GLI STUDI PUBBLICATI SU NATURE E NATURE COMMUNICATIONS

All’origine dei lampi radio veloci extra-galattici

Grazie a due ricerche indipendenti pubblicate oggi su Nature e Nature Communications è stata identificata la possibile sorgente di un Frb extragalattico. Si tratta di una regione altamente magnetizzata e a bassa densità stellare, tra i bracci a spirale della galassia ospite. A generare i lampi radio veloci sembra sia stato un sistema binario contenente una magnetar e una stella Be